Il presidio
Kme, Confindustria scende in campo: «Progetto necessario»
barga. «Il progetto per lo stabilimento di Fornaci di Barga di Kme, attualmente in attesa della valutazione di impatto ambientale, non è solo interessante sul piano strategico e attendibile sul piano tecnico: può essere considerato anche emblematico della capacità del manifatturiero toscano di cercare strade innovative per reinventarsi, potenziare la propria competitività e porsi in condizione di affrontare il futuro». La posizione, a favore del pirogassificatore, è di Confindustria Toscana Nord. che ricorda come «il manifatturiero non è un settore come gli altri, ma è un formidabile generatore di crescita sia per altre produzioni sempre manifatturiere sia per i servizi».
La manifattura, continua Confindustria, «è una risorsa imprescindibile, che va sostenuta e non osteggiata se si ha a cuore il futuro del territorio. Attualmente (censimento Istat 2011) nei comuni della Media Valle del Serchio gli addetti a manifatturiero e trasporti rappresentano il 34% del totale, 4-5 punti percentuali in più rispetto al territorio lucchese, alla Toscana e all'Italia. Una vocazione che sarebbe suicida affossare per tentare di sostituirla con settori che non possono oggettivamente dare le stesse prestazioni».
Il caso dello stabilimento Kme è, secondo Confindustria, emblematico. «L'azienda rappresenta la sede toscana di un importante gruppo internazionale operante in un settore fortemente esposto alla concorrenza di paesi extraeuropei come quello metallurgico; conta 600 dipendenti, a cui si aggiungono altre 400 unità dell'indotto. Gli sforzi dell'azienda vanno nella direzione della qualificazione della produzione e del miglioramento delle proprie prestazioni ambientali, già oggi pienamente regolari ma che potrebbero migliorare ancora. Passare, dal punto di vista dell'approvvigionamento energetico, dal gas all'elettrico, attraverso l'autogenerazione, rappresenterebbe un salto di qualità in termini di minori emissioni, maggiore efficienza e migliore competitività. Sul piano ambientale, è positivo che l'autoproduzione di energia avvenga, nel progetto di Kme, utilizzando gli scarti di lavorazione di un altro settore manifatturiero fondamentale per l'economia locale, il cartario. Sul piano industriale si realizzerebbe così un'integrazione funzionale ad entrambe le parti. Lo sviluppo del progetto è subordinato alla valutazione degli impatti, che gli enti preposti stanno affrontando con quella oggettività tecnico-scientifica che costituisce l'unico valido criterio di giudizio.La popolazione della MediaValle farà bene a tenersi strette entrambe le produzioni, quella metallurgica e quella cartaria: a queste, assieme al complesso del manifatturiero e più che ad ogni altro settore, deve infatti il proprio benessere di oggi e, auspicabilmente, anche di domani». —
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