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Reddito di cittadinanza, Lucca terza in Toscana: 3.611 beneficiari

Reddito di cittadinanza, Lucca terza in Toscana: 3.611 beneficiari

La media mensile è di 486 euro. La Cgil: «Provvedimento con effetto zero sul lavoro»

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lucca. Tremilaseicentoundici nuclei familiari, per 8.915 persone coinvolte, con una media mensile di 486,43 euro erogati ai beneficiari. Sono questi, in base ai dati (al 17 luglio 2019) dell’Osservatorio statistico dell’Inps, i numeri del Reddito di cittadinanza in provincia di Lucca, al terzo posto fra le province toscane dopo Firenze (5.599 nuclei familiari e 13.365 persone coinvolte) e Pisa (3.648 nuclei familiari e 9.137 persone coinvolte). In provincia di Lucca, inoltre, la pensione di cittadinanza è in essere per 623 nuclei familiari (717 persone) con un’erogazione mensile media di 187,49 euro. In tutto, nella nostra provincia i nuclei familiari assistiti con le due misure, che sostituiscono dal primo marzo scorso il Reddito d’inclusione (ReI), sono 4.232 per 9.632 persone coinvolte e una media mensile di 444,15 euro.. Ma se dal punto di vista puramente tecnico, va dato atto, secondo il segretario provinciale della Cgil Rossano Rossi, che «il Reddito di cittadinanza costituisce un passo in avanti rispetto al ReI, visto che la media mensile erogata oggi a livello nazionale è di 480 euro invece dei 300 del ReI, seppure molto inferiore ai 1.200 euro annunciati in inizio dal governo», dall’altra «ci sono grosse criticità nelle modalità di assegnazione del Reddito di cittadinanza».

Intanto perché «nel gruppo dei beneficiari - sottolinea Rossi - si notano assenze sospette. In primo luogo ci sono pochissimi nuclei stranieri: riteniamo per questo che si sia proceduto all’assegnazione con metodi discriminatori». In secondo luogo c’è «la scarsa progressività nel metodo di assegnazione: per famiglie con molti figli o con figli disabili sono scarsi se non assenti i punteggi aggiuntivi. Terzo - conclude - è favorito di più chi ha acquistato una casa e paga il mutuo rispetto a chi deve pagare l’affitto».

Rossi critica anche l’aspetto collegato dell’offerta di lavoro, che dovrebbe scattare per chi beneficia del Reddito di cittadinanza (destinato a cancellazione se le offerte non saranno accettate dal beneficiario del reddito). «Quanto a creazione di lavoro siamo a zero. Non ci risulta ad oggi - dice il segretario provinciale Cgil - che siano partite offerte, né che i “navigator” siano arrivati agli uffici del lavoro, compresi quelli di Lucca. Gli avviamenti al lavoro continuano a mancare, anche sul nostro territorio: l’unico lavoro che si crea è saltuario e povero. Tracciando un bilancio di “mezza stagione” emerge che Lucca e provincia si trovano in una precarietà devastante, dove tante persone lavorano anche per 2-3 euro l’ora, come nel turismo. Ma anche nelle cooperative: un far west assoluto. Anche quando si registra una contrazione nelle cartiere, le cooperative di servizi collegate stringono ulteriormente i cordoni: un quadro che non è degno del nostro secolo, del nostro Paese, della nostra provincia». —

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