Il Tirreno

Lucca

 

Livello dell’acqua ridotto ed è una strage di pesci

Luigi Spinosi
Livello dell’acqua ridotto ed è una strage di pesci

Limitata a un quarto del normale la portata per riparare una sponda del canale e gli animali non reggono l’impatto, e preoccupa quella schiuma sulla superficie

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LUCCA. Lo smottamento di un muro all’altezza di San Pietro a Vico, con il livello dell’acqua abbassato per consentire l’intervento di riparazione: sta qui la spiegazione, che arriva dalla Regione, per la moria di pesci che ha interessato il condotto pubblico. . «La vista dei pesci in sofferenza per lo scarso livello di acqua nel canale è penosa – ha detto l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni che, informata di quanto sta avvenendo a Lucca, ha voluto conoscere cause e dinamiche della vicenda – ma la sicurezza idraulica resta prioritaria e quindi il ripristino del muro di San Pietro a Vico è stato un intervento giusto e necessario, eseguito dal Consorzio di bonifica su richiesta del Genio Civile».

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Per quei lavori la portata del condotto è stata ridotta a un quarto rispetto al suo livello massimo, passando dai soliti 2.000/1.500 litri al secondo ad appena 500, e anche se sono state chiuse le derivazioni dei canali irrigui (per evitare ulteriori dispersioni di acqua), la situazione ha inciso in modo determinate e pesante sulla fauna ittica del canale, con centinaia di pesci, ma anche anguille, che galleggiavano senza vita sull’acqua.

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Lo scarso livello dell’acqua, e la conseguente scarsa ossigenazione, rappresentano in effetti una spiegazione logica per quanto accaduto. Ma c’è il timore che non possa essere l’unica. In molti, infatti, hanno notato in questi giorni una schiuma biancastra galleggiare in più punti sulla superficie dello stesso canale. Da qui l’idea diffusa di uno sversamento di sostanze inquinanti che avrebbe contribuito alla moria. Un dubbio cui potrebbe rispondere un’analisi delle stesse acque, anche se, almeno fino a ieri, non risultavano richieste di intervento (per esempio ad Arpat) in questo senso. L’ipotesi più plausibile però non è quella di uno sversamento da parte di qualche azienda (pesci morti sono presenti anche a monte delle zone con più attività), ma l’inquinamento potrebbe aver dato lo stesso il suo contributo alla strage. L’origine? Da una parte gli eventuali scarichi di acque di origine domestica dalle abitazioni che si affacciano sullo stesso condotto. E quando il livello è alto quegli inquinanti (che comunque bene non fanno) tendono a disperdersi, ma con la portata così ridotta si vedono (e, nel caso dell’organismo dei pesci, si sentono). Del resto il basso livello del condotto ha portato alla luce anche l’inciviltà delle persone, sotto forma di rifiuti di ogni tipo (plastica in primis) che si alternava ai pesci morti sulla superficie dell’acqua. A questo (non dimentichiamoci che pochi giorni fa è piovuto, e parecchio) potrebbe esserci aggiunto anche l’inquinamento dell’insieme di sostanze chimiche (residui di pneumatici, di gas di scarico e di olio) arrivate dal dilavamento delle strade vicine a opera della pioggia. Sostanze che reagendo tra loro tendono a formare appunto una schiuma bianca, proprio come quella che era sull’acqua.

In ogni caso sì, lo scarso livello è stato fatale per moltissimi pesci, ma forse non è stato l’unico fattore a ucciderli. Certo, le uniche certezze però potrebbero darle delle analisi chimiche. Intanto, viene annunciato dalla Regione, già da oggi il livello dell’acqua dovrebbe tornare alla normalità, anche se tanti abitanti del condotto non potranno goderne. —

Luigi Spinosi
 

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