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Accoltellato in casa, la sorella resta in carcere
LUCCA. Doveva tenersi per rogatoria al carcere di Sollicciano l’udienza di convalida di fronte al gup per il tentato omicidio avvenuto domenica nell’abitazione della famiglia Giorgi a Sorbano del Giudice. Invece ieri mattina un cellulare della polizia penitenziaria ha accompagnato Lara Giorgi, 49 anni, accusata di aver accoltellato il fratello Aldo di 52, ancora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale San Luca, al tribunale di Lucca dove si è svolta l’udienza di convalida di fronte al gip Simone Silvestri. La donna, affetta da problemi di natura psichica, che subito dopo l’arresto operato dai carabinieri non aveva fornito alcuna spiegazione sul suo gesto, ieri mattina si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Difesa dall’avvocato d’ufficio Nicola Moriconi, con cui aveva parlato prima dell’udienza, la donna in questi giorni di carcere si è lamentata sostenendo di aver subito in passato dei torti senza però dire una parola sull’accoltellamento. Al termine dell’udienza il giudice Silvestri si è in un primo momento riservato di decidere. Ma nel pomeriggio ha sciolto la riserva comunicando al legale dell’arrestata - che aveva chiesto per la sua assistita una misura alternativa al carcere ritenuto inidoneo alle condizioni mentali della donna - la conferma della misura detentiva nel carcere di San Giorgio oltre, logicamente, alla convalida dell’arresto.
Adesso la palla torna al sostituto procuratore Salvatore Giannino che, una volta entrato in possesso del verbale dell’udienza di convalida, può decidere di nominare un consulente tecnico (uno psichiatra) che esamini in incidente probatorio (quindi alla presenza del consulente di fiducia della donna arrestata) lo stato di salute mentale di Lara Giorgi. In particolare se è capace di stare in giudizio e affrontare il processo con l’accusa di tentato omicidio. —
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