Italia
Lucchese, iscrizione alla D appesa a un filo In pista c’è soltanto la cordata di Santoro
Il programma resta lo stesso: campionato dignitoso e valorizzazione dei giovani. Corsa contro il tempo per l’affiliazione
LUCCA. Alla fine restano solo loro. Il trio lucchese composto da Mario Santoro (per decenni responsabile marketing), Bruno Russo (artefice della ripartenza targata 2011, anima e bandiera della Lucchese, tra i pochi a metterci sempre la faccia) e Daniele Deoma (ex terzino degli anni Duemila, siciliano di nascita e lucchese d’adozione). Dalla cordata dei sardi a quella dei romani si sono dileguati tutti. Vero che il bando per la manifestazione d’interesse pubblicato con qualche giorno di ritardo non era scritto da un fine giurista (tanto per usare un eufemismo), vero che lo stato pietoso in cui versano le strutture sportive nel comune di Lucca non invogliano certo gli imprenditori ad investire, vero che in questi periodi di crisi economica (tra ottobre e novembre ne vedremo delle belle!) nessuno è propenso a mettere soldi nel calcio specie nelle categorie dilettantistiche. Ma era anche lecito attendersi - in considerazione di una società che parte ex novo e quindi senza debiti in una categoria come la serie D che comunque ha una sua dignità - un maggiore slancio da parte dell’imprenditoria locale e non. Invece se la storia della Lucchese non subirà un anno di stop il merito sarà - a torto o a ragione - della cordata lucchese di Mario Santoro che ieri pomeriggio si è intrattenuta per oltre due ore con il sindaco Alessandro Tambellini a palazzo Orsetti.
SERIE D O ECCELLENZA?
«In questa triste storia hanno parlato tutti. Fiumi di parole, interviste, bei propositi. Ma alla fine chi per un motivo e chi per un altro si sono tutti dileguati senza versare un euro. Io, Bruno Russo e Daniele Deoma, restando spesso in silenzio e lavorando a fari spenti siamo rimasti l’unica speranza per poter continuare a fare calcio a Lucca». È lapidario Mario Santoro. Nel pomeriggio ha parlato telefonicamente con l’imprenditore Danilo Mariani nel tentativo, che pare naufragato, di trovare una soluzione che potesse andare bene ad entrambe le cordate. «Quando si è trattato di versare immediatamente i soldi necessari per l’iscrizione in soprannumero si è tirato indietro lasciando ad altri l’onere». Qualcuno sostiene che la proposta sia stata quella (irricevibile e sul piano amministrativo impossibile da attuare perché illegale) di far anticipare i costi direttamente al.... sindaco. Sicuramente una boutade. Almeno vogliamo sperare. Prosegue Santoro: «In queste ore stiamo lavorando per preparare la documentazione necessaria per l’affiliazione. Dobbiamo (nella giornata di oggi pare sia stato fissato un incontro in uno studio notarile) costituire la società dilettantistica e richiedere l’ammissione ad un campionato dilettantistico portando una copia al comitato regionale e un’altra (con gli allegati) alla Federazione a Roma con gli impegni ad osservare le prescrizioni per l’iscrizione al campionato 2019-2020. Il tutto entro le 15 di lunedì. Sarà una lotta contro il tempo». La domanda sorge spontanea: i soldi ci sono? Quanti e per quale categoria: D o Eccellenza? «Stiamo lavorando per la D. - sostiene Santoro - Ma la copertura finanziaria è al limite e occorre che tutti i bonifici siano depositati in tempo sul conto in modo che l’assegno circolare di 300mila euro per il soprannumero (a cui vanno aggiunte anche 50mila per fideiussione e tassa d’iscrizione) sia interamente coperto». Ma se qualcosa andasse storto? «A quel punto dirotteremo le nostre risorse sull’Eccellenza dove siamo ampiamente coperti. Una cosa è certa: assicureremo il calcio a Lucca. E vi assicuro che non era affatto scontato. Ripeto: noi vogliamo fortemente la D. Non certo per vincere, ma per disputare un campionato dignitoso con un programma di valorizzazione dei giovani». —
L.T.
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