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l’allarme 

Si tuffano dal ponte di Monte San Quirico La Municipale: «Aumenteremo i controlli»

Martina Trivigno
Si tuffano dal ponte di Monte San Quirico La Municipale: «Aumenteremo i controlli»

Qualcuno ha immortalato tre giovani mentre si gettano nel Serchio. La denuncia del consigliere comunale Bianucci

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lucca. Nella foto si vedono tre ragazzi. Uno è già in acqua, che nuota nel Serchio; l’altro, invece, viene immortalato mentre si lancia nel vuoto, sotto lo sguardo di un terzo, che li osserva.

Siamo sul ponte di Monte San Quirico, “trasformato” per l’occasione in un trampolino. Le auto viaggiano alle loro spalle, sotto, invece, soltanto un paio di metri d’acqua. Ma i giovani, sprezzanti del pericolo, decidono comunque di buttarsi.

Qualcuno, però, fotografa tutto. E quell’immagine (che risale a martedì scorso), arriva sul telefono cellulare del consigliere comunale Daniele Bianucci. Così parte la segnalazione che conferma quello che, purtoppo, è già una certezza: nel corso del tempo, diverse persone hanno preso la cattiva abitudine di gettersi dal ponte per un bagno rinfrescante. Incuranti del grave pericolo che corrono, insomma, ma pure del divieto di balneazione (punito con multe molto “salate”, fino a 3mila euro), introdotto, quasi quattro anni fa, con un’ordinanza. Quando, nelle acque del fiume, morirono annegati due giovani: un uomo di 32 anni e un ragazzo di 20 anni. Due tragici incidenti, che si verificarono a soltanto venti giorni di distanza tra loro. Fu allora, infatti, che i bagni nel Serchio divennero “off limits”. Ma nonostante la morte sia passata di lì, negli anni in diversi hanno continuato a infrangere le regole, ignorando la loro esistenza. Come dimostra l’episodio avvenuto proprio nei giorni scorsi.

«Alcuni cittadini mi hanno segnalato che l’abitudine dei tuffi nel Serchio, dal ponte di Monte San Quirico, è diventata particolarmente frequente, nelle ultime settimane – spiega il consigliere comunale Bianucci –. Si tratta di un’attività molto rischiosa, per questo invito tutti a non farlo più». I pericoli, infatti, sono dietro l’angolo: non solo per la pericolosità delle correnti, ma anche per il basso livello dell’acqua. «Un tuffo potrebbe rivelarsi fatale – prosegue Bianucci –, non potevo restare a guardare. Così, come richiesto dagli abitanti della zona, ho inoltrato la segnalazione alla Polizia municipale». Il comandante Maurizio Prina, informato ieri mattina della vicenda, si dice comunque pronto a intensificare i controlli al parco fluviale. «Faremo ulteriori sopralluoghi – spiega il comandante – così da limitare simili comportamenti, pericolosi per l’incolumità di chi li compie. E applicheremo la legge, e le relative sanzioni, per chiunque violi le prescrizioni». Ma, in sostanza, quello di Bianucci è un richiamo al buon senso. «Ai cittadini – prosegue il consigliere comunale – chiediamo una maggiore responsabilità e più giudizio. Il parco fluviale, infatti, è una delle aree più belle della nostra città, e l’amministrazione comunale si sta impegnando molto per renderlo sempre più sicuro, pulito e fruibile». Ma non può esserci sicurezza in un luogo in cui le persone ignorano il pericolo, addirittura, sfidandolo.

«Durante l’estate – prosegue Bianucci –, il parco fluviale è un luogo prezioso, per trascorrere il proprio tempo libero. Occorre però maggiore attenzione e rispetto, evitando comportamenti rischiosi come questo». A rischiare la vita, infatti, non sono soltanto gli autori di questo gesto sconsiderato. Ma anche chi, emulandoli, potrebbe decidere di fare altrettanto. «Le norme esistono e devono essere rispettate. Ci rivolgiamo soprattutto ai giovani, perchè non lo facciano più – conclude il consigliere comunale - . E mai come ora è fondamentale preservare il fiume e il suo parco, con l’impegno che un bene comune come questo merita, ad esempio non accedendovi con auto e moto». –

Martina TrivignoI

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