Il Tirreno

Lucca

Maffei, il farmacista scrittore premiato per i suoi racconti

Gregorio Andreini
Maffei, il farmacista scrittore premiato per i suoi racconti

Si divide fra il lavoro a Sant’Anna e la sua passione: «Impariamo a usare il cervello» 

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il personaggio

Un farmacista lucchese dà gloria alla città con la sua vena creativa per la scrittura. Il dottor Sandro Maffei figura fra i vincitori della diciottesima edizione del premio letterario “Racconti nella Rete”.

Maffei con gli altri vincitori sarà premiato a Lucca in occasione della venticinquesima edizione del festival LuccAutori, dal 20 settembre al 6 ottobre a Biblioteca Agorà, Palazzo Bernardini e Villa Bottini. Maffei è conosciuto sia per il suo lavoro nella farmacia di Sant’Anna che per essere il mecenate fra gli organizzatori della rassegna cult “Come eravamo” nel centro storico, volta a divulgare la cultura operistica ad ampio raggio di fine anni Quaranta-Cinquanta.

«La scrittura – racconta Maffei – è la mia valvola di sfogo. Fa parte della mia parte più intima e devo dire che anche prima di questa bellissima sorpresa, si è rivelata sempre un divertimento per me. Non conoscevo il concorso “Racconti nella rete" fino a che non mi sono iscritto una prima volta nel 2018 su idea di un mio amico che conosceva la mia passione per la scrittura. Certo però che essere stato selezionato fra i vincitori mi dona un forte stupore oltre che un grande divertimento. Fa davvero un immenso piacere questa vittoria».

Il racconto vincitore si intitola “Undicesimo comandamento – non scrivere”. «Ho scritto una storia dove un personaggio si cala nei miei panni e fa una cosa non sua come montare una cantinetta. Ho pensato anche di inviarlo a Ikea per promuoverne l'integrazione come allegato a tutti i fogli di montaggio delle loro cantinette, magari da tradurre in più lingue. Questo non per sminuire la manualità rispetto all’uso del cervello come può avvenire per un professionista. Ho voluto mettere con la penna su carta che siamo come viviamo e come scriviamo. Ciò anche per rappresentarlo con ironia nei miei racconti perché credo che sia importante valorizzare gli atteggiamenti di insicurezza per cercare in ciascuno dopo vari tentativi di una cosa che non ci riesce inizialmente, poi di fare bene. Mi è sempre stato difficile mantenere la concentrazione su ciò che è scritto ogni volta che effettuo un lavoro manuale, credendo di poterlo fare comunque senza leggere con attenzione le istruzioni. Con il manuale della perfetta approssimazione, è possibile avvicinarsi il più possibile a fare le cose per bene, anche potendo sognare».

Il dottor Maffei fa un'importante osservazione; «Oggi nella nostra esistenza le sicurezze sfuggono e a volte fanno pure paura. Io ho voluto dare un valore importante alla parola approssimazione. Credo sia fondamentale saper usare il cervello in ciascuna delle nostre attività. Credo che anche una persona come me possa avvicinarsi ad un mondo apparentemente diverso dal proprio. Ho sempre voluto mettermi in ascolto ed anche in quello che è un mio hobby di sempre come scrivere, mi sono messo in un certo modo sia a disposizione che in gioco. Continuerò sicuramente a dilettarmi a scrivere». —

Gregorio Andreini

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