La quarta volta delle chitarra magica di Mark Knopfler
LUCCA. Torna per la quarta volta in piazza Napoleone. Una piazza che anche stavolta sarà stracolma per accogliere Mark Knopfler, uno dei più grandi chitarristi (e cantautori) tutti i tempi. Appuntamento questa sera alle 21.30 con la prima data del tour italiano che toccherà anche Torino, Roma e Verona. Prima come mente e anima dei Dire Straits e poi “in proprio” con album di ottimo livello come l’ultimo Down The Road Wherever” pochi musicisti riescono a fare viaggiare, a volare verso paesaggi sonori e mentali. Con le Gibson Les Paul e le Fender Stratocaster suonate con lo stile “fingerpicking” dei bluesmen di razza il chitarrista scozzese regalerà una notte magica ai suoi fan che non hanno smesso di seguirlo ed amarlo. Canzoni come sceneggiature quelle di Mark Knopfler che con i Dire Straits ha subito conquistato il pubblico italiano (con Making Movies nel 1980 sono arrivati al n.1 in classifica in Italia) e mondiale. E anche stasera il suo pubblico si farà portare via dalla sua musica senza tempo. Un suono che ha fatto scuola. Negli anni ottanta chi comprava un lettore cd aveva casa una copia di Brothers in Arms dei Dire Straits, capolavoro da 30 milioni di copie con quella copertina iconica in cui una bellissima Risonator National del 1937, in metallo luccicante, vola in un cielo azzurro e rosa. Un fuoriclasse che ha ormai un rapporto speciale con il suo pubblico, che vive ogni suo concerto con grande affetto e trasporto emotivo, come essere a casa,perché Mark sotto quell’aspetto apparentemente schivo e silenzioso con la sua chitarra tocca il cuore. «Le mie canzoni sono fatte per essere eseguite live, mi piace tutto questo “circo”: il viaggiare da città a città e poi interagire con questo gruppo di musicisti è un piacere assoluto» ha dichiarato il chitarrista che in scaletta dovrebbe rispolverare anche Going Home, inserito nella colonna sonora Local Hero del 1983, suonata allo stadio prima di ogni partita del Newcastle, la sua squadra del cuore. Oltre ai classici Romeo and Juliet, Sultan of Swing e Telegraph Road.
Altre sonorità quelle di ieri sera con i New Order, alfieri dell’electro-dance anni ottanta che ha influenzato tante band. Un bel colpo d'occhio in piazza Grande per l’unica data italiana di Bernard Summer e Stephen Morris, fondatori dei leggendai Joy Division che non hanno mancato di omaggiare accanto alle hit Blue Monday e True Faith con Love will tear us apart che ha scatenato la commozione e l'entusiasmo dei quasi 6mila fan arrivati anche dall’estero. Fra loro anche Zucchero, —
Nicola Nucci
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