Il presidio
Manifesti sessisti, l’azienda edile li fa togliere e punta sulle zebre
«Decisione presa nel rispetto di tutti». La ditta Intersonda di Castelnuovo sceglie di fare un passo indietro: nelle prossime ore partirà una nuova campagna
LUCCA. I quindici manifesti sessisti saranno rimossi. È quanto ha deciso Intersonda, azienda edile di Castelnuovo Garfagnana che aveva scelto di promuovere un nuovo servizio - quello della realizzazione delle strade - utilizzando l’immagine del lato B di un’atleta con lo slogan: “Ci siamo fatti il curriculum sull’asfalto”. Una pubblicità risultata evidentemente infelice tanto da sollevare un polverone finito anche il consiglio comunale. La campagna, realizzata dall’agenzia pubblicitaria Ugly di Vorno e pensata per durare quindici giorni si interrompe dunque dopo 72 ore. Un passo indietro da parte di Intersonda che ha deciso di sostituire il manifesto con un altro, decisamente più asciutto e diretto.
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Ma anche ironico e realizzato dalla stessa agenzia «prima che esplodessero le polemiche - fa sapere la titolare Elisabetta Ughi - visto che questa era una compagna composta da tre manifesti diversi». Già ieri mattina, sulla pagina Facebook dell’azienda - bombardata dalle critiche su più fronti, social compresi - era stata postata una foto con quattro zebre su una strada di fronte al mare e lo slogan: “Asfalto di qualità, per le strisce ci stiamo organizzando”, anche questa in pieno stile Ugly. Forse un tentativo per placare la polemica da parte di chi gestisce la pagina di Intersonda ma che faceva anche ipotizzare che ci fosse stato un ripensamento. E infatti era proprio così. «La campagna Intersonda è stata rimossa dal circuito degli spazi in cui era stata programmata - fa sapere la ditta - l’azienda ha preso questa decisione per il rispetto dovuto alle persone, uomini e donne, che si sono sentite offese dal messaggio stesso. Abbiamo valutato inopportuno continuare ad alimentare la polemica sul presunto sessismo dell’immagine in un clima sociale così teso». Secondo l’azienda però «la campagna è stata oggetto di un attacco indiscriminato», che a loro avviso «ha assunto toni pretestuosi e ideologici».
Nella nota Intersonda fa anche riferimento a una “gogna social” che si sarebbe scatenata sul loro manifesto pubblicitario. «Ringraziando le persone che vigilano su questioni delicate come la discriminazione femminile, la mercificazione del corpo femminile in pubblicità, ecc..., producendo conversazioni su Fb - scrivono - facciamo presente che, pur a fronte della legittimità delle critiche, non riconosciamo loro alcun tipo di autorità morale. Intersonda si dichiara contraria a qualsiasi forma discriminatoria di qualsivoglia natura, sia essa di genere sessuale, orientamento sessuale, etnia, lingua, opinione politica o confessione religiosa. Consapevoli che la nostra campagna non sarebbe stata insignita del titolo eleganza 2019, abbiamo comunque ritenuto opportuno mostrare uno degli usi più comuni che si possa fare di una strada: il jogging. Un’atleta, nella quale ci identifichiamo dato il duro lavoro che c’è alle spalle di un qualsiasi successo. La capacità di un sereno discernimento, scevro da riferimenti ideologici, è però prerogativa delle persone esposte al messaggio».
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