Il presidio
Duecento bambole di Renata Frediani in mostra al palazzo Reale di Genova
Si tratta di esemplari che risalgono anche al 1700 e arrivano fino alla seconda metà del Novecento
Bambole in mostra al museo di Palazzo Reale di Genova. Sono oltre duecento esemplari, datati dal 1700 ad oggi e provenienti dalla collezione dell'antiquaria lucchese Renata Frediani, molti dei quali già protagonisti a Lucca nel 2013 di una coraggiosa esposizione che al tempo destò successo e stupore. Per la prima volta, infatti, le bambole entravano in un luogo austero come l'Archivio di Stato, condividendo gli spazi con libri e documenti antichi: non solo giocattoli, ma testimoni di cultura, della storia e dell'evoluzione del costume. In seguito l'insolito connubio è stato ripreso con successo da prestigiosi musei internazionali, tra cui il Victoria & Albert Museum di Londra che recentemente ha allestito la mostra “Small Stories: at Home in a Dolls’House”.
Ora - non a caso - è la volta del Palazzo Reale di Genova, guidato dalla toscana Elisabetta Piccioni, che è anche direttrice del Polo museale della Liguria e segretaria regionale della Liguria per il Mibac. È lei a curare la mostra insieme con Renata Frediani, come a Lucca sei anni fa, quando Piccioni dirigeva il locale Archivio di Stato. Targato Lucca anche il catalogo-libro, edito da Maria Pacini Fazzi: a cura di Luca Leoncini, contiene testi dello stesso Leoncini, di Daniele Sanguineti e delle curatrici. Come quella lucchese di cui è un'evoluzione e non una riproposizione, l'esposizione genovese – intitolata “Bambole: storie di una passione senza tempo” - vuole rendere tangibile il valore artistico di questi beni culturali particolarissimi.
«Modello del corpo umano, giocattolo, strumento di riti religiosi e magici, feticcio, manichino, simulacro, opera d’arte, oggetto da collezione, simbolo pop – spiega Piccioni -, il manufatto-bambola offre un’infinita varietà di letture, espressione mai banale della cultura moderna e contemporanea. Un aspetto e una valenza antropologica che si è preservato senza soluzione di continuità dall’antichità fino ai nostri giorni».
Caratterizzati da provenienze geografiche le più varie, differenti per tecniche costruttive e tipologie, gli oltre duecento esemplari esposti a Palazzo Reale afferiscono soprattutto al mondo femminile. Dalle bambole in bachelite a quelle in cartone pressato, da quelle in stoffa e in cartapesta ai raffinati modelli in bisquit di produzione francese, dagli esemplari della celeberrima produzione Lenci a quelli moderni in vinile e resina, emerge l’alto livello esecutivo e artistico raggiunto, sia nelle componenti plastiche sia in quelle tessili. Senza dimenticare le bambole della seconda metà del Novecento, testimoni e specchio di mondi contemporanei: dal cinema alla musica rock, dalla fotografia alla moda, con uno sguardo ai fenomeni di collezionismo che caratterizzano l’americana Barbie.
La mostra è allestita al Teatro del Falcone di Palazzo Reale e resta aperta fino al 28 luglio dal martedì alla domenica in orario 14-19. Ingresso 5 euro (8 con la visita al museo), gratis fino a 18 anni. —
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