Il Tirreno

Lucca

operazione della Polizia stradale 

Sgominata la banda dei furti sulle auto dei rappresentanti

Francesca Gori

Nel mirino dei tre banditi occhiali, penne di lusso e gioielli A febbraio la banda aveva colpito anche in Lucchesia

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ALTOPASCIO. Il ristorante dove si era seduto a mangiare si chiama “Senza scampo”. Mai insegna è stata più profetica per uno dei tre componenti della banda sgominata dalla polizia stradale dopo un’indagine andata avanti per mesi. Perché da una parte c’erano gli uomini della polizia, dall’altra tre persone, tutte originarie di Roma che vivono sul litorale e che avrebbero contatti con i clan di Ostia. Scaltri, preparati. Ma non così tanto da sfuggire alle manette. L’ultimo dei tre è stato beccato in un ristorante del litorale romano, il “Senza scampo” appunto.

I tre, Gerardo Izzo, 56 anni, ex pugile, Massimiliano Moretti, 49 anni e Mario Bello, 62 anni, avevano messo su un’attività criminale che, secondo le indagini svolte dalla polizia stradale, avrebbe fruttato loro circa 500mila euro. Erano specializzati in furti ai danni dei rappresentanti di occhiali e penne di lusso e ogni colpo, uno dei quali messo a segno ad Altopascio, poteva portare nelle tasche dei tre tra i 50 e i 150mila euro.

Tutti i colpi messi a segno dai tre cominciavano con il primo sopralluogo, quasi sempre nel parcheggio di un centro commerciale di Grosseto. Si fermavano con le auto che, di volta in volta ,prendevano a noleggio all’aeroporto, in modo da cambiarle sempre e non essere rintracciati, poi cominciavano a seguire il rappresentante che usciva dal negozio e che, una volta arrivato dal cliente successivo, si trovava con l’auto aperta e la merce sparita. Per comunicare tra loro si erano procurati schede telefoniche intestate a prestanome stranieri e per passare inosservati mettevano a segno i colpi lontano da casa.

Ma i tre, che avevano già avuto qualche guaio con la giustizia per reati contro il patrimonio, non potevano immaginare che sulle loro tracce si fosse messa la squadra di polizia giudiziaria della polstrada di Pistoia che, a mano a mano che la banda colpiva, analizzava la scena del delitto alla ricerca di qualche indizio. Insieme al nucleo di polizia giudiziaria della stradale di Grosseto, gli agenti sono riusciti a incastrare i delinquenti, cogliendo una falla nel loro agire. Infatti, nell’ottobre del 2018 un rappresentante di preziosi si era accorto di tre auto che lo stavano pedinando e, pertanto, ha segnalato l’accaduto al 113 di Latina. Quel giorno una delle auto è stata fermata dopo un inseguimento, con l’identificazione di chi la guidava e del telefono che aveva.

Da quel momento in poi gli investigatori si sono messi in contatto con i loro colleghi di altre città per scambiarsi le informazioni scaturite dall’analisi dei tabulati di 37 utenze telefoniche usate dai malviventi, nonché dei movimenti delle auto noleggiate e registrati dai telepass, ricostruendo pezzo dopo pezzo un complesso puzzle di 7 colpi messi a segno dalla banda, quasi tutti in Toscana. Il primo lo avevano fatto a Firenze, in piazza Dalmazia, nel settembre del 2018. Poi, dopo alcuni giorni, la banda colpì a Pescia un rappresentante di preziosi che, nel riprendere la sua auto, si è accorto che erano svaniti oltre 100mila euro in monili d’argento. Poi Grosseto. Il 12 febbraio di quest’anno, appunto, i banditi colpirono ad Altopascio. E, ancora, a Camaiore (il 5 marzo), Cecina e Rocca San Giovanni. Tutti colpi con la stessa tecnica: la vittima veniva adocchiata e poi pedinata, alternando nell’inseguimento le auto noleggiate, per attendere il momento più propizio e colpire. Appena la preda si allontanava lasciando incustodita la sua macchina, uno della banda la seguiva a piedi per monitorarne gli spostamenti, il secondo si avvicinava al veicolo per depredarlo e il terzo gli copriva le spalle. Bello è stato il primo a finire in manette, a Cecina, dopo essere stato inseguito fin da Grosseto: qui, ad attenderlo, ha trovato gli uomini della stradale. —

Francesca Gori

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