Il presidio
Consulente ai domiciliari per il falso assegno utilizzato per l’azienda
Nei guai finisce Antonino Pane a cui le fiamme gialle notificano il provvedimento del giudice nella sua abitazione a Sorrento Persona nota nel mondo del calcio
LUCCA. Quando i finanzieri hanno bussato alla porta della sua abitazione di Sorrento per notificargli l’ordinanza di arresti domiciliari non è apparso stupito più di tanto. Antonino Pane, 65 anni, già già vice presidente del Cda della Conte of Florence Distribution Spa di Altopascio dal 4 maggio al 19 giugno 2018, non è un nome nuovo per chi frequenta il mondo del calcio. Nel 2002 era finito al centro di una tentata truffa ai danni dell’allora patron della Sampdoria, Riccardo Garrone. E anche stavolta è finito nei guai per una truffa non andata a buon fine nell’ambito di una procedura concordataria. Assieme a Johannes Petrus Roux, 50 anni, mediano di mischia sudafricano che nel 1995 vinse con la nazionale i mondiali di rugby; Giuseppe Santo Gattuso, 44 anni, di Reggio Calabria e Calogero Zarcaro, 60 anni, nato a Vercelli, era stato rinviato a giudizio con accuse legati a reati fallimentari, truffa aggravata e ricettazione, che hanno riguardato la procedura di concordato preventivo in continuità aziendale cui era soggetta, all’epoca dei fatti contestati a Pane la società Conte of Florence Distribution Spa, che era stata in passato titolare del celebre marchio di moda “Conte of Florence”. In tale contesto, durante il concordato, nell’ambito di un progetto di ricapitalizzazione, era intervenuta, il 4 maggio 2018, la cessione dell’intero capitale sociale ad una società con sede legale ad Honk Kong la quale, con l’impegno di immettere ulteriori risorse proprie nella società lucchese, avrebbe ottenuto la retrocessione del marchio dalla società che ne era proprietaria. Contestualmente all’acquisto delle quote, faceva ingresso nel CdA, tra gli altri, Pane consulente della società di Honk Kong, il quale garantiva l’intera operazione di ricapitalizzazione con il deposito di un assegno di 10 milioni, all’ordine del concordato preventivo Conte of Florence Distribution Spa, apparentemente emesso da una filiale berlinese della Commerzbank. Le indagini dimostravano che il titolo di credito era falso e rappresentativo di attività inesistenti. In tale quadro, si riteneva che l’acquisto delle quote e la rappresentazione di attività inesistenti per 10 milioni, tramite l’esibizione dell’assegno, fosse funzionale all’ottenimento fraudolento dell’ammissione al concordato preventivo, ottenendo un’impresa con recupero di un celebre marchio e in condizioni di essere rivenduta a terzi, questa volta in cambio di denaro reale. Il sequestro delle quote operato nel giugno 2018 dalle fiamme gialle su disposizione della procura, aveva scongiurato il pericolo. Per Pane inizialmente il gip non aveva concesso la misura poi ammessa dopo il ricorso al tribunale del Riesame. La Conte of Florence Distribution Spa è fallita il 19 giugno 2018, ma a gennaio scorso è riuscita a tornare in possesso del suo storico marchio ed è attualmente soggetta ad esercizio provvisorio finalizzato al rilancio dell’attività aziendale. —
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