Il Tirreno

Lucca

IN TRIBUNALE 

Finisce di nuovo nei guai l’animatore turistico

Luca Tronchetti
Finisce di nuovo nei guai l’animatore turistico

Dopo la condanna a 5 anni per violenza sessuale su un bimbo di 10 è davanti al giudice per altri due casi di pedofilia

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Non è bastata la condanna a 5 anni di reclusione per il giovane animatore turistico residente nella Piana - con un passato da collaboratore del carnevale dei bambini in una struttura paesana vicino alla parrocchia - con l’accusa di violenza sessuale ai danni di un bimbo di 10 anni originario del Nord Italia e adescato il 9 luglio 2015 in un villaggio vacanze a Sharm El Sheikh in Egitto. Stando all’accusa il ventottenne - attualmente recluso nel carcere di Prato per scontare la condanna - si sarebbe reso protagonista di altri due episodi: uno su una bimba di 13 anni originaria di un comune del Veneto e un altro su un ragazzino non ancora dodicenne residente nella Piana. Nel primo caso è accusato di violenza sessuale, nel secondo di stalking. Due episodi, entrambi datati luglio 2015 ed entrambi finiti sotto la lente d’ingrandimento della procura e delle forze di polizia dopo l’arresto dell’animatore turistico. Vicende che sono emerse nell’udienza gup fissata davanti al giudice Simone Silvestri.

I FATTI CONTESTATI

Uno dei fatti contestati è riferito al periodo che va dal 10 al 13 luglio 2015. Stando al sostituto procuratore Sara Polino, titolare dell’indagine, l’animatore turistico avrebbe reiteratamente molestato un ragazzino di 11 anni dopo averne carpito il numero di cellulare. Per lui quel bambino era diventato un’ossessione. Lo chiamava in continuazione, anche di notte, e gli inviava molteplici sms invitandolo esplicitamente nella propria abitazione in assenza dei suoi genitori. Era arrivato, stando all’accusa, all’aberrazione di crederlo il «suo fidanzato». Non solo in quei giorni il livello di attenzione sulla vittima era cresciuto: seguiva il ragazzino, in età preadolescenziale, e si faceva vedere sotto casa o al bar stringendogli un braccio al collo e invitandolo ad entrare nel locale con quel fare mellifluo che incuteva, nel piccino, uno stato di apprensione, di ansia e persino di paura per la propria incolumità. Una situazione che si era fatta insopportabile con il bimbo, che insolitamente era diventato disattento a scuola e chiedeva alla madre di potersi trasferire in altre città. Ad avvertire i genitori del pericolo che correva il loro bimbo fu una vicina di casa che notò quel giovane sotto casa ad aspettava il figlio della coppia. Quei modi particolari, il disagio mostrato dal piccolo alla vista di quell’adulto, portarono la donna a raccontare tutto ai genitori del bambino. Dai messaggini sul cellulare, tutti conservati, e dallo sfogo del ragazzino partì la denuncia per atti persecutori ai carabinieri di Capannori che si sono costituiti parte civile nel processo con l’avvocato Eleonora Romani. Il pedofilo invece venne denunciato per violenza sessuale per un altro episodio - sempre verificatosi a Sharm El Sheikh dove prestava la sua opera stagionale in un tour operator - stavolta ai danni di una bimba di 13 che, contro la sua volontà, venne palpata, abbracciata e baciata sulla bocca.

ATTI INUTILIZZABILI.

Nei confronti dell’animatore turistico il gup procederà con rito abbreviato nell’udienza del 16 ottobre. È già emerso che alcuni atti del pm non saranno utilizzabili perché decorrenza dei termini. —

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