Il presidio
A Borgo a Mozzano la prima pista fotoluminiscente d’Italia
Grazie allo speciale asfalto realizzato dalla Saint-Gobain Weber di notte il percorso ciclabile nelle ore notturne si illumina spontaneamente
BORGO A MOZZANO. Dopo la Polonia e l’Olanda anche l’Italia ha la sua prima pista ciclabile fotoluminescente: è stata realizzata a Borgo a Mozzano.
La nuovissima realizzazione, come si legge nella nota di Saint-Gobain Weber (che ha realizzato il particolare asfalto), è a tutto vantaggio dei ciclisti, che possono pedalare in totale sicurezza nelle ore serali e notturne, riducendo il rischio d’incidenti, oltre ad apportare un notevole risparmio energetico e a rappresentare, presto, anche una indubbia attrazione turistica: «Al cento per cento ecosostenibile, è lunga 200 metri per una superficie totale di 500 metri quadrati e di giorno appare come una normale pavimentazione di ghiaia».
«È stata realizzata – viene spiegato – abbinando una resina poliuretanica speciale, denominata weberdry Pur Trans e prodotta da Saint-Gobain Weber, a una graniglia vetrosa fotoluminescente di alta qualità in due diversi colori, creando l’effetto definito “del cielo stellato”. La fotoluminescenza è, come noto, una fonte d’energia pulita e rinnovabile che, tra i tanti vantaggi, ha quelli d’essere innocua per l’uomo e per l’ambiente, di ricaricarsi con qualsiasi esposizione, per breve tempo, a luce naturale o artificiale, di mantenere inalterate le proprie caratteristiche per secoli, di non essere compromessa nel funzionamento da acqua, fuoco, choc chimici o meccanici. L’effetto luminescente può durare fino a 10 ore a seconda del tipo di tecnologia utilizzata e dei materiali impiegati. Il risultato è una pavimentazione drenante, flessibile, quindi in grado di assecondare i movimenti naturali di assestamento senza danneggiamenti, dal grande effetto estetico, perfettamente declinabile in ambito di realizzazioni intelligenti a risparmio energetico. La posa è semplice ed estremamente facile: si miscelano in betoniera per pochi minuti la resina e la ghiaia, si versa quindi il composto sulla sede di posa, staggiandolo e compattandolo; la graniglia fotoluminescente viene depositata solamente sullo strato superficiale, per ricreare l’effetto desiderato». —
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