Italia
Trattativa a oltranza sul futuro dell’asilo di San Macario
La parrocchia, proprietaria dell’immobile, non ha sciolto le riserve e a settembre non è certo che la scuola riapra
lucca. Trattativa a oltranza per la scuola dell’infanzia San Giovanni Bosco di San Macario in Piano. Ancora infatti la parrocchia, proprietaria dell’immobile, non ha sciolto le riserve sul futuro dell’asilo - frequentato quest’anno da 18 bambini, oltre che nel doposcuola da altri 12 bambini più grandi - appeso da una parte al subentro di un nuovo gestore e dall’altra appunto alla decisione della soggetto proprietario che deve valutare se continuare a portare avanti il servizio della scuola dell’infanzia oppure se utilizzare lo spazio di via delle Gavine per attività pastorali legate alla parrocchia. . A settembre quindi i genitori potranno contare sul proseguimento dell’attività di questo asilo storico oppure no? A metà giugno ancora non è dato saperlo. La decisione infatti, che era attesa prima entro il 20 maggio e che poi era stata annunciata per la fine del mese, ancora non è stata presa.
Per il momento si sa solo che una trattativa in corso c’è ma non in quale direzione la parrocchia, guidata da don Marek Labuc, si stia muovendo. E se alla fine, le richieste dei genitori, che da subito si erano mossi in difesa del servizio della scuola dell’infanzia, saranno ascoltate o meno.
Il caso infatti, è scoppiato circa un mese e mezzo fa, quando la cooperativa Giovanni Paolo II, che gestiva l’asilo da otto anni, ha annunciato che il prossimo 30 giugno 2019 avrebbe lasciato. Fin da subito le famiglie si sono attivate chiedendo al parroco di impegnarsi affinché l’attività di una scuola dell’infanzia, nata più di trent’anni fa, proseguisse. Un servizio considerato importante per i residenti dell’Oltreserchio, costretti altrimenti a iscrivere i loro figli in altre scuole dell’infanzia che per forza si trovano in altre zone della città. Con tutti i disagi che questo comporta.
Tant’è che i genitori si sono mobilitati avviando una raccolta firme che ha raccolto 1.058 sottoscrizioni. Poi sono partiti gli incontri con il parroco e con il consiglio pastorale. La paura della parrocchia, come aveva dichiarato don Marek Labuc sul Tirreno, era quella che alla fine il numero di iscrizioni non fosse sufficiente per coprire le spese di gestione della scuola dell’infanzia. —
F.S.
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