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«Facciamo urlare le donne per ascoltarle» ElleOtto, una storia tutta “social” e sociale
Il progetto di otto lucchesi: prof, pubblicitaria, avvocata, casalinga, contessa, stilista, veterinaria, organizzatrice di eventi
l’idea
Barbara Antoni
Partiamo dalla maglietta. C’è scritto “Trust women”, in italiano “abbiate fiducia nelle donne”. È la t-shirt iconica di ElleOtto, il gruppo di otto donne lucchesi che hanno deciso di usare un potenziale che sta dentro ogni donna: si chiama urlo, la voce di ognuna all’ennesima potenza, la voce che portata al massimo può avere un effetto terapeutico, unificante, salvifico perfino.
Facciamo un passo all’indietro: come nasce l’ idea delle “donne all’ultimo grido”? La risposta è che nasce per caso (se il caso, davvero, esiste). Un giorno Sandra Bacci professoressa di matematica, Morena Rossi pubblicitaria, Elena Bonaguidi casalinga, Elisa Bianchi organizzatrice di eventi, Valentina Moscardini avvocato, Ilaria Grossi stilista, Claudia Gaddi Piepoli contessa, Ilaria Mari veterinaria, si sono incontrate a prendere un tè. Non erano amiche, ma si volevano conoscere, e parlando si sono accorte di condividere un assunto: che dentro ogni donna comune c’è una donna straordinaria. Hanno deciso che volevano fare cose per le donne: hanno pensato di partire dalla loro voce per ascoltarle.
Nasce così ElleOtto, un contenitore di pensieri al femminile che vuol essere il punto di partenza per organizzare progetti a beneficio delle donne. Un’idea semplice nella finalità, meno facile da però da spiegare. «La voce è molto importante - dice Morena Rossi, scrittrice oltre che pubblicitaria, autrice di “Che m’importa che tu faccia la brava”, edizioni Tralerighe -, perché è fisica e impalpabile. Durante una presentazione del mio libro, chiesi ai presenti di fare un urlo come rito propiziatorio. Consegnai dei sacchi di carta per urlarci dentro. Fu un’emozione grandissima».
L’emozione. Tutto il progetto di ElleOtto (dal nome del velivolo che ai primi del Novecento Amelia Earhart usò per sorvolare l’Atlantico) ruota intorno all’emozione.
ElleOtto ha cominciato a lavorare per catturare emozioni delle donne: questo gruppo determinato e instancabile sta mettendo insieme una “urloteca”, dove a ogni urlo è abbinato un breve racconto di sé delle donne che partecipano. L’urlo è la sintesi estrema di una gioia o di una fatica, di un dolore, di un traguardo conquistato o mai raggiunto. «Realizzando i nostri video da un minuto, postati su Instagram, ci siamo accorte di quanto ci emoziona la raccolta degli urli. Il nostro è un progetto “social” e sociale al tempo stesso - spiega Sandra Bacci -. Vorremmo trovare fondi per strutturare meglio il nostro lavoro, per raccogliere quanti più urli. Potrebbero diventare un libro, una raccolta di storie, un libro sonoro, qualcosa di concreto insomma».
Questo il progetto di ElleOtto, che non è un gruppo chiuso, sottolineano le sue fondatrici. Si può seguire su Facebook, Instagram. La maglietta iconica (disegnata da Ilaria Grossi, stilista del marchio Edda Berg) si può avere con un contributo di dieci euro ed è, al momento, il suonico sostentamento. Per il resto, l’attività è autofinanziata. —
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