Il presidio
La ricetta di chef Ungaretti conquista la Brianza «Ho portato Lucca con me e sogno di tornare»
Nel menu del ristorante del Devero Hotel propone garmugia, farro e altri piatti preparati con prodotti lucchesi e ora vuole aprire un locale in città
il personaggio
federica scintu
Il cuore di Moreno Ungaretti è rimasto a Lucca. Con la testa ha deciso di lasciare la sua città molto giovane spinto dalla voglia di migliorarsi, di fare esperienza, conditio sine qua non se ciò che vuoi è fare la differenza. E dietro a quei fornelli, tra pentole, coltelli e orari massacranti Moreno Ungaretti, 39 anni, è cresciuto e parecchio. Tanto da diventare Executive chef del Devero Hotel e Ristorante di Cavenago di Brianza, alle porte di Milano. Gli ingredienti della sua ricetta per il successo sono sempre stati i prodotti della Lucchesia che tuttora utilizza per creare alcuni piatti del menu proposto al Devero, dove è il “boss” di una brigata di dodici persone. Facendo però spazio a una contaminazione creativa che non conosce muri. Così la garmugia, tipica minestra lucchese di asparagi, carciofi, piselli, fave e carne macinata, diventa il “Ramen Toscano”, la ribollita viene presentata a mo’ di lasagna e il dolce è uno souffle di castagne reso ancora più speciale dalla farina di neccio della Garfagnana.
«Sono molto legato a Lucca - racconta Ungaretti - è qui che sono cresciuto. Ho frequentato l’alberghiero di Barga e poi ho cominciato a lavorare molto giovane al ristorante Micheloni, ex Bengio, a Guamo. Dopo ho lavorato al Bistrot di Forte dei Marmi e successivamente a Follonica». A 23 anni però la voglia di crescere ha vinto sul suo attaccamento alla Toscana. Col suo fagotto di talento e passione Moreno Ungaretti spicca il volo e parte per Milano. «Cercavo una svolta - dice - e dalla ristorazione sono passato all’hotellerie. Da due anni lavoro al Devero, un quattro stelle di lusso e proponiamo tre tipi di ristorazione: una gourmet, una bistrot e una congressuale». Ma una o due volte al mese Ungaretti deve per forza tornare a Lucca.
«Ci sono delle aziende dalle quali mi rifornisco - spiega - ho deciso di portare il mio territorio in Brianza. Dal farro alla farina di castagne ma anche il formaggio. E nel menu invernale proporrò in esclusiva anche i tordelli». Ma ora il sogno di Moreno è quello di tornare al suo nido: la sua adorata Lucca. «Ho una squadra che mi segue e vorrei aprire un locale tutto mio nella mia città - aggiunge - dove c’è tutta la mia numerosa famiglia. Se sono diventato uno chef lo devo soprattutto alla mamma, alle zie e alla nonna che mi hanno trasmesso l’amore per la buona cucina e ora sono diventate le mie prime fan. Tornare a Lucca sarebbe davvero un bel traguardo». Una città la nostra dove secondo Ungaretti si mangia sempre molto bene e dove la ristorazione sta vivendo un momento magico. «In centro storico si è perso un po’ il controllo con gli esercizi di somministrazione - conclude - ma è frutto di una fase generale che stiamo attraversando. Mi piacerebbe vedere a Lucca ristoranti un po’ più originali e spero di riuscire a portare la mia innovazione qua». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
