Il presidio
La Cassazione assolve senza rinvio ex direttore BNL per il reato di falso
LUCCA. Condannato in primo grado nel 2013, assolto in Appello nel 2015. Assoluzione annullata dalla Cassazione nel 2017 con rinvio ad altra Corte d’Appello e nel 2018 nuova condanna da parte di altra sezione della Corte d’Appello di Firenze. A quel punto nuovo ricorso, avverso alla sentenza di condanna, presentato in Cassazione dall’avvocato Franco Coppi (forse il massimo penalista italiano) e un paio di mesi fa la Suprema Corte annulla senza rinvio la sentenza impugnata con riferimento al reato di falso materiale e rinvia per un nuovo giudizio ad una terza sezione della Corte d’Appello per i reati di truffa relativi a due operazioni finanziarie: «Nuovi Investimenti» e «Gruppo Costruzioni». Un tira e molla che rende incomprensibile ai più l’operato della magistratura almeno per quanto riguarda la vicenda legata alla cosiddetta operazione Matrioska risalente al 2007 e inerente ad una presunta maxi truffa da 22 milioni di euro ai danni della Banca Nazionale del Lavoro. Un’associazione a delinquere che, tra gli altri, vedeva alla sbarra Claudio Imbriani, oggi 67 anni, di Arezzo, dal 1998 al 2000 direttore della BNL di Piazza San Michele. Per lui una vera odissea non ancora conclusa.
IPOTESI DI REATO
L’8 aprile 2013 il tribunale di Lucca condanna Imbriani a 3 anni e 10 mesi per truffa aggravata e falso materiale come funzionario della BNL. In concorso con Giovanni Tronci eLiliya Bogodyarova, amministratori di fatto della Nuova Investimenti srl, era stato ritenuto responsabile di truffa alla BNL in relazione ad un contratto di mutuo stipulato nel 2007 tra la BNL e la società finalizzata all’acquisto e alla ristrutturazione di un immobile sulla via del Brennero. Imbriani era stato ritenuto responsabile anche per l’operazione «Gruppo Costruzioni» relativa ad un finanziamento erogato a quella società dalla BNL per l’acquisto dell’hotel Remos di Camaiore. Condannato in primo grado, Claudio Imbriani era stato assolto in Appello: dall’operazione con la «Nuova Investimenti» per insussistenza del fatto e per non aver commesso il fatto per quella con la «Gruppo Costruzioni». Il procuratore generale ricorre in Cassazione e il 25 gennaio 2017 la Suprema Corte annulla con rinvio la sentenza di assoluzione. La nuova sezione di Corte d’Appello, respinge la richiesta di rinnovazione di istruttoria e conferma la sentenza di condanna per Imbriani, sostenendo che «aveva attribuito falsa consistenza economica alla società e all’immobile da acquistare». Avversa alla sentenza l’avvocato Coppi presenta un nuovo ricorso in Cassazione. La Suprema Corte sostiene che «non vi sono prove dell’influenza di Imbriani nelle perizie che deliberarono la concessione dei mutui» —
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