«Sagra sugli spalti a Lucca Medievale» I ristoratori partono all’attacco
Confcommercio protesta: «Dov’è la gara di appalto?» Gli organizzatori: «Abbiamo tutte le autorizzazioni»
Prezzi popolari al desco di Lucca Medievale. Con una spesa fra dieci e quindici euro al massimo, un menu completo a scelta fra vari primi piatti (come zuppa rustica o minestra toscana o zuppa di Aquilea), secondi (tipo prosciutto al forno), contorni di legumi; l’antipasto da solo, il tagliere, costa otto euro. Popolarissimi anche i prezzi delle bevande: acqua e caffè solo un euro. Come alle sagre.
Sagra. È la parola che nel fine settimana - 1 e 2 giugno - è schizzata fra i telefonini dei ristoratori del centro storico lucchese - in particolare quelli della zona ovest -, indignati per l’ampio spazio ristoro organizzato all’interno di Lucca Medievale, manifestazione che per due giorni si è svolta nel prato dell’ex Cavallerizza: un salto indietro nel tempo, fra arcieri, falconieri, antichi mestieri, musiche e cibi medievali. Lo spazio ristoro quest’anno era molto simile a una sagra anche per l’allestimento, fatto di tavoloni di legno e panche: in passato era limitato a stand di bevande e panini.
Più che una protesta, si è innescata una sommossa: i pubblici esercizi stanziali sono stati molto penalizzati dalla “sagra”. Oggi quelli iscritti a Confcommercio annunciano un documento ufficiale. «Ci piacerebbe sapere - è quanto ha dichiarato ieri l’associazione - quali sono le modalità per partecipare alla gara di appalto per allestire una sagra sugli spalti delle Mura: è assolutamente inaudita una cosa del genere. Ai ristoranti, per occupare uno spazio all’aperto con i tavolini, l’amministrazione ha raddoppiato il canone del suolo pubblico. E poi si permettono le sagre sugli spalti».
A far andare su tutte le furie i ristoratori ci sono anche normative faticosamente conquistate, come la moratoria: blindate per tre anni le nuove licenze per la ristorazione nel centro storico. E poi arrivano, ribadiscono, « le sagre sugli spalti».
La protesta è arrivata anche alle orecchie degli organizzatori di Lucca Medievale, l’associazione Contrade San Paolino. Che però, attraverso il suo segretario Giovanni Toraldo, spiega con tranquillità di «essere in regola». «La nostra manifestazione - chiarisce Toraldo - è inserita nel calendario ViviLucca dell’amministrazione comunale. È arrivata alla quarta edizione: le prime due si sono svolte in piazza San Francesco, ma l’affluenza di pubblico è stata fin da subito massiccia e già l’anno scorso chiedemmo al Comune uno spazio più ampio. Siamo alla Cavallerizza dal 2018, ma l’anno scorso lo spazio era metà rispetto a oggi, per i lavori di pavimentazione che erano in corso».
«L’autorizzazione per il ristorante all’interno della manifestazione - è ancora Toraldo che parla - l’abbiamo sempre avuta. Fino all’anno scorso ci supportava per la ristorazione una società di Viareggio, che quest’anno non ha potuto per propri motivi. Così, pensa e ripensa, ci siamo rivolti al ristorante Anna e Leo, che ci è da sempre vicina. Ci risulta che i titolari abbiano informato della nostra proposta anche altri colleghi fra i ristoratori lucchesi, ma ci risulta anche che nessuno si sia dimostrato interessato. Anna e Leo da solo non poteva supplire alla mole di richieste. Così abbiamo interpellato l’associazione che organizza la sagra della zuppa di Aquilea, che ci è parsa perfetta: i piatti che prepara si inseriscono benissimo nel clima medievale. Sono stati lieti di aiutarci, ed è stato un successo. Spesso ci sono state le file». Dall’amministrazione poche parole. «Lucca Medievale è una manifestazione di ViviLucca», conferma l’assessore alla cultura Stefano Ragghianti. Che oggi esaminerà a fondo la pratica per potersi esprimere con più precisione. —
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