Italia
Già dalle prime sezioni il quadro è chiaro Capannori ha confermato Luca Menesini
La tendenza dei votanti è apparsa subito netta, smentendo le sensazioni emerse dopo lo scrutinio alle europee
Mancava l’ufficialità, mancavano ancora tantissimi numeri e tantissime schede erano ancora da aprire, ma praticamente, quando non era ancora passata un’ora dall’apertura delle urne, si poteva dire con una buona dose di certezza che Capannori aveva già il suo sindaco, e senza bisogno di passare dai tempi supplementari del ballottaggio. Perché sì, i numeri erano pochi, ma la tendenza era chiara: Luca Menesini non solo era davanti ai suoi avversari, ma era sempre regolarmente sopra anche il margine del 50% dei consensi.
Un quadro che, almeno fino alle 23 della sera precedente, non avrebbe destato particolari sorprese, che il sindaco uscente fosse il favorito non era un mistero per nessuno e, alla vigilia del voto, negli ambienti del centrosinistra il dubbio maggiore riguardava non il primato di Menesini rispetto agli altri candidati (quello veniva dato per scontato). No, il dubbio principale era quorum sì o quorum no? Insomma la vittoria era considerata certa, bisognava solo capire se questa sarebbe arrivata già al primo turno o se fosse stato necessario ricorrere al ballottaggio. Un ottimismo di fondo che ha accompagnato i supporter di Menesini fino a domenica sera, quando le urne sono state aperte per l’altra consultazione, quella per le europee.
Una doccia fredda, per il centrosinistra, quella che è arrivata dai seggi capannoresi. Come il resto dell’Italia anche nella Piana il centrodestra ha fatto il pieno di consensi: con la Lega oltre il 41%, e con i voti di Forza Italia e Fratelli d’Italia, era lo schieramento che sosteneva Salvadore Bartolomei ad aver superato il 50%. Altro che quorum sì o no per Menesini.
Certo, le europee sono una cosa, e le amministrative un’altra, ma è indubbio che quel primo dato, emerso nella notte tra domenica e lunedì, abbia inciso in modo diametralmente opposto sugli stati d’animo dei sostenitore dei due principali contendenti, dando un colpo alle sicurezze dei pro Menesini e alimentando le speranze dei pro Bartolomei.
Ma siccome le emozioni non mancano mai, ecco che all’apertura delle urne il quadro è cambiato nuovamente, riportando quasi subito le lancette indietro nel tempo di mezza giornata. E non c’è voluto molto: è bastato il dato ufficioso della prima sezione, quella di Castelvecchio. Appena 417 voti validi. Nulla rispetto ai 25.537 votanti che si erano recati alle urne. Ma quei 226 voti a Menesini, paragonati ai 158 di Bartolomei, per di più in una sezione considerata tradizionalmente di centrodestra, hanno fatto capire che sì, non era solo un modo di dire: europee e amministrative sono due mondi diversi, e dove c’era preoccupazione ha cominciato a farsi largo l’ottimismo e viceversa.
Mano a mano che passavano i minuti, e nemmeno troppi, quei rispettivi sentimenti andavano rafforzandosi. Sezione di via Piaggia, Marlia, Segromigno a Monte, Pieve di Compito, Massa Macinaia, Matraia, Lappato, Ruota... prima ancora dei dati ufficiali erano i rappresentanti di lista a comunicare ai rispettivi comitati elettorali i numeri che delineavo un quadro ormai sempre più chiaro.
Certo, per stappare lo spumante al comitato di Menesini si sono attesi ulteriori numeri, ma già attorno alla decima sezione (sulle 52 complessive) si è capito che i giochi erano fatti e che Capannori aveva indicando il suo sindaco, scegliendo di confermare quello che aveva guidato la città nei cinque anni precedenti. —
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