Il Tirreno

Lucca

la polemica 

Il Wwf va all’attacco «No all’esibizione della falconeria»

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LUCCA. Nelle stesse ore in cui veniva presentata, sulla rassegna Lucca Medievale si è aperta una polemica. A innescarla il Wwf Alta Toscana che contesta uno dei componenti della manifestazione, ossia l’esibizione di falconeria.

«Vogliamo rappresentare che la falconeria è una pratica assolutamente diseducativa e inopportuna – si legge nella nota del Wwf diffusa ieri mattina – che in taluni casi si è scoperta in collegamento con il bracconaggio e con la cattura di pulli di specie rare di rapaci dai nidi. La netta opposizione delle associazioni ambientaliste è supportata da una serie di accertamenti degli organi di polizia che hanno messo in relazione la falconeria con il mondo illegale del bracconaggio, come dimostrato recentemente dagli accertamenti dei carabinieri forestali del Soarda (Sezione operativa antibracconaggio e reati in danno agli animali). A questo si aggiunga che nessun tipo di caccia o di manifestazione che vede l’uso imbarazzante di animali vivi può essere considerata un’attività sana e alla quale conferire riconoscimento. La cultura di oggi è conoscenza, rispetto e consapevolezza che gli animali selvatici abbiano bisogno del proprio habitat, nel quale soltanto possono esprimersi in modo pieno. Ci sono mille ragioni culturali, ambientali, didattiche perché la falconeria sia letta in tutto il suo anacronismo e abbandonata. Per questo chiediamo di annullare, nell’ambito della manifestazione, l’esibizione di falconeria. Nessun uso di animali negli spettacoli, nessuna forma di caccia con il falco, nessuna pratica che privi gli animali selvatici della libertà possono essere considerati un’attività culturale. Ad ogni buon conto sarà data notizia dell’iniziativa ai carabinieri forestali, per gli opportuni accertamenti sulla regolarità della detenzione dei rapaci».

Alla presa di posizione del Wwf Paolo Gianni, presidente dell’associazione Contrade di San Paolino organizzatrice di Lucca Medievale, replica, lapidario, citando Dante: «Non ti curar di loro ma guarda e passa». —

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