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Il Tar accoglie il ricorso: sospeso il progetto Campori paese rosa
La nuova toponomastica al femminile è stata installata senza aspettare l’autorizzazione della prefettura
CASTIGLIONE. Via Vandelli resta via Vandelli, e il paese, almeno per il momento, non diventerà rosa. Lo ha deciso il Tar toscano chiamato a esprimersi sul ricorso presentato da 27 residenti della storica strada che attraversa il paese di Campori. Assistiti dagli avvocati Giovanni Bianchini e Antonietta Marcolini, i residenti si erano rivolti al tribunale amministrativo per annullare la decisione con la quale il Comune aveva cambiato la toponomastica della frazione, intitolando le sue strade a importanti figure femminili della storia: dalla Fallaci alla Montalcini, da Frida Khalo ad Anna Frank e così via. Un modo per celebrare l’altra metà del cielo in occasione della scorsa ricorrenza dell’8 marzo, un’iniziativa che aveva portato alla ribalta nazionale il piccolo borgo di Campori. Una scelta molto bella certo, ma, a detta degli abitanti (e per il momento anche del Tar), anche illegittima. Sì, perché per riuscire a far accendere i riflettori sul paese in tempo per la scadenza dell’8 marzo (e, secondo i maliziosi, non si poteva attendere la celebrazione dell’anno prossimo, dato l’approssimarsi della scadenza elettorale) era stato saltato un passaggio nell’iter procedurale che accompagna il cambio di nome delle strade.. In questo caso, come si legge sul dispositivo della sentenza del Tar, mancava il nulla osta prefettizio. E senza quello non avrebbe potuto cambiare i nomi delle strade.
A farne le spese i residenti, alle prese con tutti i problemi – anche quotidiani – legati al cambio di nome della strada in cui vivono. Così, dopo una prima e inascoltata diffida inviata al Comune, sottoscritta da una quarantina di abitanti, con cui si chiedeva di bloccare il procedimento, è arrivata la decisione di rivolgersi al Tar, che ha accolto l’istanza cautelare, sospendendo l’atto del Comune. Questo anche per evitare agli abitanti del paese tutte le conseguenze legate alla confusione che si poteva generare con la sovrapposizione di nomi diversi per la stessa strada. Per fare un esempio: al momento di indicare su un documento la via di residenza, quale nome si scriveva? Il vecchio o il nuovo?
La delibera dello scorso gennaio, con la quale la giunta di Castiglione aveva deciso il cambio di nome, al momento è dunque sospesa, in attesa della sentenza di merito (fissata per il 15 gennaio 2020). Non solo, ma fino all’eventuale intervento del nulla osta prefettizio dovranno anche esser rimossi i cartelli stradali che erano stati apposti con le nuove denominazioni, mentre l’amministrazione comunale è stata anche condannata a pagare le spese (1.500 euro) di questa fase processuale.
Adesso resta da capire come evolverà la situazione. Se il Comune accetterà la decisione del Tar ed eliminerà i cartelli (per ricollocarli una volta seguito l’iter corretto e avute le autorizzazioni richieste), o se sceglierà la via giudiziaria opponendosi alla sospensiva. —
Luigi Spinosi
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