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Marcucci: i nostri sindaci hanno fatto bene, sono ottimista

L.C.
Marcucci: i nostri sindaci hanno fatto bene, sono ottimista

Il senatore respinge l’idea di una Lucchesia “rossa” sotto assedio della destra «Pagherà la scelta che abbiamo fatto di aprirci ad altre realtà»

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lucca. «Non abbiamo paura di queste elezioni. In Lucchesia abbiamo avuto una classe dirigente in grado di gestire i Comuni e ottenere risultati importanti e pensiamo che potremo avere buoni risultati». Andrea Marcucci, capogruppo al Senato del Pd, non pensa che il centrosinistra in Lucchesia sia assediato: Pd e alleati governano in 13 dei 18 Comuni che vanno al voto il 26 maggio e, dunque, si potrebbe pensare che proprio da questa parte ci sia tutto da perdere, con un centrodestra trainato dalla Lega pronto alla spallata.

Ma per Marcucci le cose stanno altrimenti: «Come Pd abbiamo fatto uno sforzo di allargare il contesto alle forze civiche sul territorio e questo pensiamo che ci darà buoni risultati». Marcucci fa nomi e cognomi o, meglio, indica i luoghi dove maggiore è stato visibile questo sforzo: Capannori, innanzitutto, con Luca Menesini appoggiato da cinque liste, ma anche la sua Barga con la lista unitaria per Caterina Campani.

Unità di intenti in grado di superare anche i punti di frizione, talvolta interni allo stesso Pd, come sugli assi viari: «Ribadisco che si tratta di un progetto importante che migliorerà la vita di tutto il territorio - dice Marcucci -. Credo che ora la politica debba fare in modo che le osservazioni presentate siano prese in considerazione. Sia quelle del Comune di Lucca che quelle del Comune di Capannori».

Da Capannori a Lucca. Città che non va al voto, ma che vede la giunta Tambellini-bis arrivare al compimento del secondo anno di mandato: «Credo che siamo di fronte a un bilancio positivo. Ora serve uno sforzo ulteriore, che tenga in considerazione che la città ha prospettive importanti». A meta del primo mandato di Tambellini Marcucci aveva indicato come prioritario il recupero di Manifattura e Campo di Marte: «Sulla Manifattura credo che sia stato preso l’indirizzo giusto, con il recupero ad attività culturali e sociali. Poi è successo quello che è successo e sappiamo che l’Italia è un Paese complicato per la sua burocrazia. Il Campo di Marte è un tema delicato, che oggi deve tenere in considerazione che le necessità dell’Asl sono cambiate, perché abbiamo visto pregi ma anche difetti del San Luca e quindi c’è un maggior bisogni di spazi nel vecchio ospedale. Quindi penso che il progetto vada rivisto ma credo anche che se ne occuperà la prossima giunta regionale».

Già, perché nel 2020 si vota il successore di Enrico Rossi. E Marcucci è convinto innanzitutto che il candidato governatore del centrosinistra «senza un’ampia intesa dovrà essere scelto con le primarie». Inoltre, sostiene che il peso specifico di Lucca dovrà e potrà aumentare: «La città ha acquisito un peso economico e sociale importante. E anche nella politica regionale avrà un ruolo crescente, dovrà contare. Attenzione, non intendo parlare di posti in consiglio regionale e in giunta, ma piuttosto mi riferisco alle scelte programmatiche e di politiche che riguardano il nostro territorio».

Un passaggio, infine, sulle elezioni che si svolgeranno in contemporanea con le amministrative, quelle per il rinnovo del Parlamento Europeo: «È un voto importantissimo, perché riguarda da vicino il nostro Paese. Il Pd ha fatto una scelta positiva, coinvolgendo altre realtà politiche. Da parte mia sono molto impegnato per la conferma dei candidati toscani Simona Bonafè e Nicola Danti, che negli ultimi cinque anni hanno mantenuto in maniera assidua il contatto con il territorio». —

L.C.

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