Il Tirreno

Lucca

il progetto della discordia 

San Concordio, la rabbia del comitato «Non si amministra contro i cittadini»

Federica Scintu
San Concordio, la rabbia del comitato «Non si amministra contro i cittadini»

All’indomani dell’apertura della gara arriva il duro intervento del gruppo contrario soprattutto all’intervento della Montagnola

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Esplode la rabbia del comitato “Per San Concordio” all’indomani dell’apertura della gara d’appalto per i lavori di riqualificazione di piazza Aldo Moro (che comprende il bosco urbano della Montagnola) ma anche di piazza della Formica, piazza Campriani e dei parcheggi di i via Passamonti.

Tutti interventi che - come anticipato dal Tirreno - riguardano aree verdi, più o meno estese, di San Concordio e inseriti all’interno del progetto Quartieri social dal costo complessivo da capogiro: 4 milioni di euro che il Comune anticiperà in attesa che vengano sbloccati i fondi ministeriali. «Non si amministra contro i cittadini - gridano dal comitato - spendono soldi per spenderli: che l’opera si utile o non lo sia per loro è uguale. Se fossero stati soldi loro li avrebbero spesi così?». Secondo il comitato Per San Concordio infatti, soprattutto l’intervento previsto nel bosco urbano della Montagnola, peraltro già riqualificato nel 2015, andrà a snaturare completamente quello che è l’ecosistema attuale di questa area verde che verrà trasformata in un “parco attrezzato” con pochissima erba e tanto asfalto natura, gomma e una galleria pedonale di lamiera lunga oltre 300 metri. Alla contestazione del progetto si affianca poi la protesta per la poca trasparenza da parte dell’amministrazione comunale nei confronti non solo dei componenti del comitato ma di tutti gli abitanti di San Concordio. «Congratulazioni vivissime al sindaco, ai consiglieri comunali di ogni colore, ai tecnici tutti - scrive il comitato in una nota - vi ci è voluto un anno, ma ce l’avete fatta a ignorare le proteste e le richieste dei cittadini. Possiamo solo immaginare il brivido di piacere provato da voi tutti nell’aver fatto finalmente capire agli illusi del quartiere di San Concordio chi comanda e quale sia l’unico ideale che vi muove: il denaro. Di avere finalmente chiarito che trasparenza, partecipazione, condivisione, difesa dell’ambiente e della natura sono solo le parole di un copione nella grande rappresentazione che tutti ci illude e in cui troppi sperano di recitare». L’amarezza, stando a quanto spiegano sempre dal comitato, è amplificata anche dai tanti tentativi di entrare in contatto con l’amministrazione comunale andati a vuoto. Dopo mesi di attesa, solo a fine aprile, è stato mostrato loro il progetto esecutivo e nessuna delle loro osservazioni risulta accolta tranne quelle che riguardano il parco Saharawi di via Urbiciani. «Questo dimostra che avevano già deciso a maggio dell’anno scorso quando vennero a presentarci il progetto - dicono - e che di quello che pensano i cittadini non gli importa nulla». Intanto il comitato prosegue nella campagna di informazione sui progetti in atto e sta pensando di organizzare una festa nel parco di via Nottolini che coinvolgerà famiglie, bambini e insegnanti sempre nell’intento di rendere noti i dettagli dell’intervento di riqualificazione. «Al prossimo corteo in difesa della Terra ci aspettiamo di vedervi tutti in prima fila a declamare assieme alle associazioni ambientaliste, agli osservatori di paesaggi, ai tavoli per il verde, ai difensori degli alberi e dei volatili, a coloro che vogliono minori emissioni di CO2 dalle industrie ma si disinteressano delle offese al patrimonio naturistico - concludono dal comitato - li abbiamo contattati tutti, i sostenitori della natura, ma nessuno ha speso pubblicamente e tempestivamente una parola in difesa di erba, alberi, volatili e spazi verdi, troppo occupati, si capisce, nella rappresentazione dell’idea da dare di se stessi. E allora a San Concordio non resta che augurare a tutti voi buon asfalto (“natura”, naturalmente)». —

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