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Lucca

IL FUTURO DELLA LUCCHESE 

Tra venerdì e martedì il tribunale deciderà il destino della squadra di calcio cittadina

Luca Tronchetti
Tra venerdì e martedì il tribunale deciderà il destino della squadra di calcio cittadina

L’avvocato Massone per conto di Castelli deposita al giudice delegato il concordato preventivo in bianco in continuità

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Tutto secondo copione. Quanto riportato dalle colonne de Il Tirreno nelle edizioni di lunedì e martedì si è materializzato ieri alle 13 nell’ufficio del giudice delegato ai fallimenti Giacomo Lucente. Di fronte alla proposta di concordato preventivo con riserva in continuità aziendale presentata dall’amministratore unico dell’As Lucchese Libertas 1905, Aldo Castelli (che ha sostituito al volo lo squalificato Umberto Ottaviani) il giudice delegato si è riservato di decidere e, davanti al pubblico ministero Lucia Rugani (la procura aveva presentato istanza di fallimento), si è riservato di riferire al collegio (presidente Giulio Giuntoli e giudice Carmine Capozzi). La decisione è attesa tra venerdì 17 e martedì 21 maggio. Ad oggi la procura, attraverso gli accertamenti delegati alla Guardia di Finanza, non avrebbe in mano le carte per configurare un reato distrattivo che porti dritto ad un'ipotesi di bancarotta o di altro reato di natura finanziaria. Quindi, come sostenuto da Enrico Ceniccola - il commercialista, consulente, factotum di Aldo Castelli ed ex guardalinee di serie A nell'orbita Moggi - il giudice delegato è obbligato per legge ad accettare il concordato preventivo con riserva che consente il congelamento dei decreti ingiuntivi e la possibilità di presentare entro 60 giorni un piano concordatario. E contestualmente nominare un commissario giudiziale esperto. Tutto vero. A meno che il piano stesso non convinca il collegio perché in esso non siano contenuti elementi tangibili per il soddisfacimento dei creditori.

LA SORPRESA

A sorpresa davanti al giudice Lucente si è presentato come legale dell’As Lucchese Libertas 1905, l’avvocato Angelo Massone del foro di Roma. Un personaggio decisamente chiacchierato in ambito calcistico con trascorsi poco felici in Scozia (Livingston), Romania (Fc Ceahlaul, citofonare Zé Maria per saperne di più) e tentativi non riusciti di acquisire Cesena, Vicenza, Messina (amico di Ceniccola, che svolgeva il ruolo di direttore generale) e buon ultima la Maceratese attraverso una cordata romana (rappresentata dal banchiere Macaluso e dal costruttore Fantauzzi) con il legale che, la sera precedente al closing, raccontò di essere stato aggredito da 15 persone fuori da un ristorante della città marchigiana con l’affare che andò in fumo.

I PRESUPPOSTI

Tra i presupposti cardine della richiesta di concordato potrebbe esserci la ferma convinzione che, attraverso ricorsi pendenti alla Figc, la Lucchese possa riottenere 8-10 punti legati alla polizza fideiussoria evitando così di pagare la multa di 350.500 euro, salvarsi sul campo (i playout iniziano sabato e non ci sembra vi sia una sospensione prevista dalla Lega di C) e poter sbloccare i crediti in Lega con cui andare a pagare stipendi e contributi dei calciatori. A quel punto rateizzare i debiti con l’Erario e offrire una percentuale ai creditori. Siamo convinti però che la base concordataria non possa essere legata esclusivamente o principalmente all’annullamento (ipotetico) delle sanzioni e alla permanenza (ipotetica) in C. Servono immissioni di liquidità altrimenti si va poco avanti.

SALVEZZA E ISCRIZIONE

Dice Massone: «Sono a Lucca solo in veste di avvocato e non per rilevare la società. Il concordato in bianco con continuità aziendale passa anche dalla salvezza sul campo. I tempi sono stretti, visto che il 24 giugno è il termine perentorio per l’iscrizione alla C, e per questo abbiamo sollecitato a darci una risposta entro la fine della settimana». A suo giudizio tutta la documentazione richiesta è stata presentata. Come anticipato da Il Tirreno l’As Lucchese Libertas 1905 si avvarrà della collaborazione del professor Eugenio D’Amico, 54 anni, ordinario di economia aziendale all’università agli studi Roma 3, revisore dei conti dell’Atac di Roma e neo commissario Enpapi (Ente nazionale di previdenza infermieri). «Il futuro? La continuità aziendale non prevede l’attuale proprietà (Castelli e Ottaviani) e non c’è nessuno dei personaggi che avete nominato sui giornali nei mesi passati. Men che meno Pietro Belardelli. Dove c’è lui non ci sono io».

IL CONTO DELLA SERVA

Ammesso e non concesso che la Lucchese si salvi serviranno 6-700mila euro per saldare stipendi e contributi da gennaio e maggio e altrettanti per sistemare le fideiussioni oltre ad un piano per saldare parzialmente i creditori e dilazionare il debito con l’Erario. —



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