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la ricorrenza dimenticata  

La star aggredita dal cane nelle vie di Borgo a Mozzano

Luca Meconi
La star aggredita dal cane nelle vie di Borgo a Mozzano

Lunedì si celebrava l’anniversario della scomparsa del grande jazzista Chet Baker A ricordarlo con un curioso aneddoto il medico chirurgo Piergiorgio Pieroni

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Chissà quante volte, passeggiando per strada, si incontrano dei cani portati a spasso dai loro padroni. A volte sono tranquilli, sembrano camminare assorti nei loro pensieri, altre volte invece abbaiano e si mostrano inferociti.

All’inizio degli anni Sessanta, lungo via Roma, passeggiavano tranquillamente due giovani stranieri, americani per l’esattezza. Uno di loro aveva in mano uno strumento musicale dal quale difficilmente si separava. Dalla direzione opposta proveniva uno studente di medicina, borghigiano, che approfittando della giornata di sole aveva deciso di lasciare per alcuni momenti i libri e portare a spasso il suo cane lupo. Nessuno dei tre avrebbe mai immaginato cosa stava per accadere di lì a poco. Quel cane era “Dick” e la “vittima” che quel giorno aveva scelto, aveva un nome e cognome che, a pronunciarlo oggi, fa venire i brividi: Chesney Henry Baker, conosciuto da tutti come Chet Baker, di cui lunedì ricorreva il 31° anniversario della scomparsa. Il proprietario di Dick era Piergiorgio Pieroni, che sarebbe poi diventato medico chirurgo dell’ospedale di Castelnuovo e che oggi, a distanza di tanti anni, ricorda quei momenti: «Spesso - andavo a portare a spasso il mio cane per le vie del Borgo. Dick, così si chiamava, era un bravo cane ma quando vedeva delle persone che non gli piacevano, chissà perché, abbaiava contro di loro e cercava di saltargli addosso, a volte anche provando a mordere. All’epoca Chet Baker, dopo essere uscito dal carcere di Lucca, prese in affitto un’abitazione assieme a un suo cugino in via Roma, proprio dietro la caserma dei Carabinieri. Di frequente lo vedevamo passeggiare lungo le strade del paese, sempre accompagnato dal cugino. Così un giorno lo incontrai vicino casa sua, nella strada davanti a dove si trova il Circolo “L’Unione”. Chissà per quale motivo il mio cane si diresse verso loro due. Fatto sta che saltò al collo proprio di Baker e lo morse. Subito mi allarmai, ma per fortuna ci rendemmo conto che si era trattato di poca cosa, il morso non era stato profondo e non usciva il sangue. La paura per tutti e tre fu tanta, ma tutto si risolse per il meglio: ci fu solo un grande spavento».

Chet Baker nel 1959 arrivò in Europa. Prima in Germania, poi in Italia: Milano, Roma, Lucca e la Versilia dove suonava la sua tromba nell’allora celebre “Bussola” di Bernardini. Nell’agosto del 1960 fu arrestato e portato nel carcere di San Giorgio a Lucca. Uscito, soggiornò per diverso tempo a Borgo a Mozzano, dove non di rado suonava la sua tromba in esibizioni a cui potevano assistere solo pochi fortunati. Poi partì da Lucca e dall’Italia, ma Borgo a Mozzano non si è mai dimenticata di lui.

Nel 1998, nel decennale della scomparsa avvenuta proprio il 13 maggio 1988 ad Amsterdam, l’amministrazione comunale organizzò la mostra fotografica e documentale dal titolo «Chet Baker - Il mito del jazz a Borgo a Mozzano». In quell’occasione furono esposti al pubblico documenti inediti comprese esecuzioni di brani da lui suonati che erano state registrate da privati cittadini e fu organizzato anche un concerto jazz con al piano Stefano Bollani. Fu inoltre prodotto un cd con materiale inedito di Baker con concerti e conversazioni tenute nella cantina di Giampiero Giusti, batterista del «Quartetto di Lucca». Poi, nei cinque anni successivi, è stato organizzato un festival a lui dedicato, il “Chet Baker Festival” appunto, che ha visto arrivare a Borgo a Mozzano i più importanti nomi del jazz italiano. Successivamente su Chet è calato il silenzio. Ma la sua musica, per fortuna, continua a emozionare. —

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