Il Tirreno

Lucca

la sentenza 

Consorzio Etruria, Vanni e Minischetti condannati per le azioni del Banco di Lucca

Quattro anni e mezzo al primo, sei anni al secondo: dovranno anche pagare una provvisionale di un milione e mezzo

3 MINUTI DI LETTURA





lucca. Ci sono anche due personaggi molto noti a Lucca fra i condannati del processo per la bancarotta del Consorzio Etruria, un tempo colosso toscano dell’edilizia. Si tratta degli ex presidenti del Consorzio stesso Armando Vanni (60 anni, nato a Piazza al Serchio e residente a Lucca) e Luigi Minischetti, 69 anni ex direttore del Banco di Lucca.

Per Vanni il tribunale di Firenze ha deciso una pena di 4 anni e sei mesi, mentre Minischetti è stato condannato a 6 anni. Condannato a 5 anni e mezzo anche Massimo Pagnini, ex consigliere delegato del Consorzio di Follonica. Tutti e tre sono stati riconosciuti colpevoli del reato di bancarotta fraudolenta per distrazione in merito a operazioni che sarebbero state imprudenti e che avrebbero depauperato il patrimonio dell’azienda. Minischetti, Vanni e Pagnini sono stati invece assolti perché il fatto non sussiste dall’accusa di bancarotta da falso in bilancio, reato dal quale è stato assolto anche il manager Marco Fontanelli. Prescritte invece le posizioni di altri due imputati.

I magistrati fiorentini hanno inoltre deciso una provvisionale immediatamente esecutiva a favore della curatela del Consorzio Etruria a carico di Vanni e Minischetti, per un totale di 1.493.919 euro in solido. Minischetti e Pagnini, infine, sono stati condannati all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, mentre per Vanni la stessa pena accessoria è stata quantificata in cinque anni. Per i tre condannati decisa anche l’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e l’incapacità a esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata della pena. Originariamente l’indagine della procura di Firenze aveva visto iscritti nel registro 23 persone, molte delle quali poi “uscite” in sede di indagini preliminari.

Fra le operazioni che i pm titolari dell’inchiesta avevano messe nel mirino anche una che riguardava il Banco di Lucca, del quale Minischetti è stato direttore. In particolare - secondo l’accusa - Vanni, Minischetti e Pagnini tra l’ottobre del 2007 e il febbraio del 2008 avrebbero commesso un’operazione imprudente distraendo la somma di 1,5 milioni di euro dalle casse del Consorzio, vendendo al prezzo di 424 euro l’una alla società Sofibar spa tutte le azioni del Banco di Lucca detenute dal Consorzio (31.765), acquistando in contemporanea altre azioni dello stesso istituto bancario lucchese (4.782 in tutto) a un prezzo superiore di 690 euro ciascuna. Questo avrebbe fatto pagare al Consorzio 3,3 milioni anziché gli 1,8 milioni che sarebbero risultati se l’azienda non avesse rinunciato al diritto d’acquisto.

Si tratta di una vicenda che, però, viene rimandata al mittente da Piermatteo Lucibello, legale di Vanni: «Per il mio assistito la condanna riguarda sostanzialmente l’operazione sul Banco di Lucca che risale a ben 12 anni fa, mentre è stato assolto per vari altri fatti di bancarotta. In quell’operazione Vanni non ci ha guadagnato un euro e per il Consorzio valsa una plusvalenza di 10 milioni». Già annunciato il ricorso in appello. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino