Una panchina gigante per vivere il paesaggio e per tornare bambini
Portata sul promontorio Ai Monti in elicottero, si inaugura l’installazione (prima in Toscana) del progetto Chris Bangle
Luca Dini
CAREGGINE. Una panchina gigante per tornare tutti bambini. È l’ultima iniziativa del sindaco Mario Puppa e della sua giunta a Careggine. Oggi sarà inaugurata la panchina di colore giallo, collocata – grazie all’utilizzo di un elicottero – in un luogo speciale: il promontorio panoramico “Ai Monti”. Da lì si potrà godere di una vista mozzafiato sulle Alpi Apuane.
La speciale panchina, la prima installata in Toscana, fa parte del progetto conosciuto in ambito mondiale delle “Grandi Panchine” di Chris Bangle. Da questo si è poi sviluppata l’iniziativa no profit “Big Bench Community Project”, che sostiene le comunità, la vocazione turistica e le varie eccellenze artigiane espressione dei territori in cui si trovano queste strutture fuori scala.
«Non ho resistito alla tentazione di mettermi a sedere sulla panchina ed è davvero grande – sorride Puppa – sabato (oggi per chi legge ndr) ci ritroveremo nella piazza del comune per una passeggiata che terminerà proprio in località Ai Monti. Cosa si prova a sedersi sulla panchina gigante? Una piacevole sensazione di regressione all’età infantile, ma solo per chi ci crede davvero».
Le panchine giganti sono partite dal Piemonte per poi varcare i confini regionali. La prima Grande Panchina con questo particolare disegno è stata realizzata nel 2010 da Chris Bangle sul terreno della Borgata a Clavesana, sua residenza e studio, come installazione affacciata sul paesaggio e accessibile ai visitatori. L’idea delle panchine fuori scala non è inedita, ma lo è il contesto. Il cambio di prospettiva dato dalle dimensioni della panchina fa sentire chi vi siede come un bambino, capace di meravigliarsi della bellezza del paesaggio con uno sguardo nuovo. Chris Bangle ha fornito gratuitamente disegni e indicazioni ai costruttori delle panchine, chiedendo come unica condizione che fossero poste in un punto panoramico, su un terreno accessibile al pubblico e che rispettassero lo spirito social con cui era nata la prima: non un’installazione privata, ma parte di un’esperienza collettiva che tutti possano condividere e sperimentare. —
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