Flavia Piccinni al Salone di Torino con “L’albero delle scrittrici”
lucca. Una lucchese sarà domani al Salone del Libro di Torino. Flavia Piccinni presenterà infatti in anteprima “L’Albero delle scrittrici e delle poetesse” che ha curato con una delle più amate e conosciute scrittrici italiane, Dacia Maraini.
«Ho lavorato – racconta l’autrice lucchese – a questo progetto per circa due anni. Insieme a Dacia Maraini, che considero una sorta di guida e che non finirò mai di ringraziare per gli insegnamenti che mi ha dato in questi anni, abbiamo raccolto oltre cinquecento nomi di scrittrici e di poetesse, scandagliando le epoche per costruire questo poster che non solo racconta molto delle battaglie di emancipazione femminile, ma è anche una proposta di canone letterario». Il lavoro – che uscirà a fine maggio per la casa editrice Atlantide – è l’ultimo appuntamento con l’editoria per Piccinni, che negli ultimi mesi sta vivendo un grande fermento. È di qualche settimana fa infatti la ristampa di “Adesso Tienimi” per il piccolo editore pugliese TerraRossa, che torna disponibile a undici anni dalla sua prima fortunata edizione.
«In diversi - spiega l’autrice, appena rientrata da un viaggio di lavoro in Iran – mi avevano domandato di ripubblicare il testo, ma non mi sentivo pronta. Quando uscì, nel 2007, per me fu un terremoto emotivo e ancora non mi sono capacitata che sia di nuovo in libreria». Storia d’amore e di violenza, ambientato nella Taranto dell’Ilva e in un’adolescenza interminabile, il volume all’uscita riscosse un buon successo di critica e di pubblico. Esattamente come l’ultima inchiesta di Piccinni, “Nella Setta” (Fandango Libri, pp. 376), firmata a quattro mani con il giornalista Carmine Gazzanni da cui sono scaturite due proposte di legge e un’inchiesta della Squadra Anti-Sette della Polizia di Firenze sulla misteriosa Associazione Archeosofica, che ha sede anche a Lucca. «Per scrivere questo libro – racconta l’autrice – abbiamo viaggiato per due anni fra organizzazioni più o meno note, raccogliendo documenti inediti e testimonianze sconvolgenti».
I diritti del libro sono recentemente stati acquisiti da Fandango e Piccinni, già autrice televisiva di documentari per Rai1 e Radio3 Rai, adesso sta lavorando a una trasposizione in grado di raccontare cosa accade nelle organizzazioni settarie che si muovono nell’ombra nel nostro Paese, e che toccano la vita di quattro milioni di italiani. Non è la prima volta che un’inchiesta di Flavia Piccinni acquisisce una dimensione cinematografica. Era infatti già accaduto con “Bellissime” (Fandango, 2017) che dopo aver vinto numerosi premi è diventato un docufilm per Fandango e Timvision. L’uscita è prevista dopo l’estate, e non mancherà una presentazione lucchese. —
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