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Lucca

Manifattura, si va verso un nuovo bando. Braccio di ferro tra Comune e Aspera

Manifattura, si va verso un nuovo bando. Braccio di ferro tra Comune e Aspera

L’azienda genovese è in ritardo (14mila euro al giorno di penale) e in crisi di liquidità: l’amministrazione pensa al dopo

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LUCCA. Lavori alla Manifattura, i tempi si allungano: Aspera e Comune sono ai ferri corti. L’ipotesi di un nuovo bando è sempre più probabile.  La Storia infinita, un film di metà anni ’80 in cui un’entità chiamata Nulla annichilisce tutto quello che trova sulla sua strada, sia per titolo che per tema ben si adatta alla vicenda della ex Manifattura Tabacchi, dove i lavori sembrano non finire mai perché i soggetti incaricati – sebbene si sia trattato di autentici colossi come Unieco – sono stati spazzati via dalla crisi economica che ha colpito il settore edile. Il recupero della parte pubblica dell’immobile – dopo travagliate vicende che riepiloghiamo nella scheda a fianco – avrebbe dovuto completarsi lo scorso 25 febbraio. Ma l’azienda mandataria dell’Ati che ha in mano l’appalto, ovvero Aspera, versa in cattive acque: è in crisi di liquidità e attende di sapere dal tribunale di Genova se potrà essere ammessa alla procedura di concordato in continuità aziendale. Altrimenti ci sarà il fallimento. Per questo motivo i lavori all’ex fabbrica di sigari da mesi vanno a rilento: nel cantiere si contano una manciata di operai. Per ogni giorno di ritardo sulla data di consegna dell’immobile (ovvero il 25 febbraio) l’azienda paga una penale di 14mila euro (o almeno questo prevedrebbe il contratto) ma lo sforamento del cronoprogramma non basta per consentire al Comune di “esonerare” l’azienda. Occorrono gravi e prolungate inadempienze per stralciare il contratto senza pagare sanzioni. Aspera, dal canto suo, non ci sta a mollare un appalto da 17 milioni di euro (in parte già pagati a Unieco) e negli ultimi tempi l’azienda ha intrapreso piccole diatribe col Comune sulla contabilizzazione dei Sal (i cosiddetti Stato di avanzamento lavori).

A Palazzo Orsetti nessuno ha voglia di parlare di quello che sta succedendo: la situazione è delicata ed è chiaro che il Comune – anche se nessuno lo dice – vorrebbe liberarsi di Aspera. Ma per farlo senza pagare penali salate (come nel caso del Piuss di piazzale Verdi) occorre fare le cose con calma e cautela. Prima che la partita con l’azienda genovese si possa chiudere– sempre che non arrivi prima il giudice di Genova decretandone il fallimento – ci sono dei passaggi procedurali da fare e richiederanno alcuni mesi.

A quel punto cosa succederà? Ci si affiderà al Codice degli appalti e sembra inevitabile un nuovo bando per affidare la restante parte dei lavori a un nuovo soggetto. «Quanto ci vorrà? Se saremo fortunati l’anno prossimo di questi tempi saremo vicini all’aggiudicazione», commentano i bene informati. Insomma, della Manifattura –c he ospiterà uffici pubblici, Campus, Lucca Crea, parcheggi – e dei suo interminabili lavori ci sarà da parlare ancora.

 

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