Il museo Lu.C.C.A. riapre in una versione tutta nuova
Esposizioni e percorsi culturali, ma anche ufficio informazioni turistiche e laboratorio di attività sociali. E presto arriverà il nuovo ristorante
Una reception tutta rinnovata, con uno staff che parla in sette lingue e dà anche informazioni turistiche. Schermi interattivi, guide virtuali personalizzate, geolocalizzazione diffusa. E poi il ristorante. Oltre, naturalmente, alle mostre. Nuova veste, ancora più tecnologica e internazionale, per il Lucca Center of Contemporary Art (Lu.C.C.A.) di via della Fratta riaperto giovedì 9 maggio dopo una pausa di sei mesi e a dieci anni esatti dall'inaugurazione. Lo stop durante l'inverno è nato per riflettere proprio sull'esperienza di questi dieci anni e verificare come l'intera proposta dovesse essere migliorata, adeguandola ai tempi. «Un restyling necessario – spiega il presidente Angelo Parpinelli –, non per intervenire su qualcosa che non andava: il nostro bilancio, infatti, è più che positivo. Piuttosto, abbiamo sentito l'esigenza di dare al museo una valenza non solo artistica, per farlo diventare anche un punto di riferimento turistico e sociale: idea che abbiamo avuto sempre in mente, fin dall'inaugurazione dieci anni fa, e che ora pensiamo di poter finalmente realizzare. La riapertura, quindi, è in continuità con la nostra storia e la nostra filosofia, ma l'intraprendenza e l'impulso sono ancora maggiori di dieci anni fa». A dirigere il museo è il suo storico direttore Maurizio Vanni che cura, con Maurizio Scudiero, la mostra dedicata al futurista Fortunato Depero con la quale giovedì 9 maggio è ripresa l'attività. Con questa esposizione inaugura anche il nuovo sistema tecnologico di cui la struttura si è dotata, grazie alla collaborazione con le aziende Thinkside e Dimension.
Da una parte un impianto di localizzazione permette di capire quali siano le opere più attrattive per il pubblico, così da poter rispondere in modo sempre più mirato ai suoi reali interessi. Dall'altra un “chatbot” consente ai visitatori di ricevere sul proprio cellulare informazioni, in italiano e in inglese, riguardo alle opere che stanno guardando. «È una tecnologia di uso molto semplice – informa Vanni –, ma estremamente funzionale al miglioramento delle performance del museo e finalizzata a creare un'esperienza personalizzata».
Particolarmente innovativo è il chatbot, guida virtuale per la quale non servono app o download. Basta inquadrare lo smartphone su un codice QR (che viene fornito) oppure aprire un browser di ricerca web (Safari, Chrome, Mozilla) e digitare m.me/luccamuseum: lo smarthphone si collegherà a Facebook/Messenger e il chatbot darà il benvenuto, fornendo poi tutte le istruzioni per proseguire. Altra novità è la reception, rinnovata sia nelle strutture che nello staff, ora composto da tre professioniste: un'italiana, una cinese e un'israeliana. In sette lingue sapranno dare notizie non solo sulle mostre in corso al museo, ma anche su quello che c'è vedere e da fare a Lucca e nei dintorni, suggerendo percorsi e appuntamenti culturali. A completare un'offerta a tutto campo, poi, sarà il ristorante, altra caratteristica del Centro d'arte di via della Fratta: gli spazi recentemente lasciati da Cristiano Tomei e dal suo “Imbuto” - trasferito nella limonaia di Palazzo Pfanner – presto verranno di nuovo occupati. Da chi, però, non è stato ancora comunicato. —
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