Italia
Turisti smarriti in città «Gli eventi non mancano la pubblicità invece sì»
Secondo i residenti e i commercianti della zona ovest del centro storico la comunicazione è carente: «Prendete spunto dal Museo della Follia»
«Ma non si potrebbe mettere un cartello vicino alla porta per segnalare che quella è porta Sant’Anna?». Francesco Ricci, che tutte le mattine da San Concordio raggiunge questa parte della città non se lo spiega: «Perché tutte le altre hanno il cartello e questa no? Mi è già capitato diverse volte che i turisti mi fermassero per chiedermi dove si trovassero». L’oblio della zona ovest del centro storico comincia dal suo ingresso, dall’accesso che collega piazzale Boccherini a piazzale Verdi. Eppure, soprattutto per chi raggiunge la città dall’autostrada è questo l’accesso più immediato al centro storico. Quindi uno di quelli preferiti, vista anche la presenza del parcheggio in struttura Cittadella. In più non a caso gli uffici di Itinera si trovano proprio in piazzale Verdi... .
Ma secondo alcuni dei residenti che ieri mattina hanno preso parte alla nostra iniziativa “Caffè Tirreno” al bar “Caffè Nero” di via del Crocifisso il “sistema-turismo”, soprattutto dal punto di vista informativo andrebbe ulteriormente migliorato. Sono proprio i baristi infatti, e in generale i commercianti, a essere diventati punti di riferimento nella scelta dei luoghi di interesse: sono loro che consigliano i turisti su cosa meriti una visita ma anche su quello che propone il calendario dei tanti eventi previsti lungo tutto il corso dell’anno a Lucca. Un lavoro silenzioso, che potrebbe sembrare poco influente ma che invece non solo tampona certe lacune informative ma alla fine incide più della comunicazione “istituzionale”. «Il Comune organizza tante iniziative - spiega Patrizia Lorusso - ma l’unico modo di reperirle in maniera organica è quella di collegarsi al sito del Comune che i turisti non conoscono. In questo modo la comunicazione non funziona. Un’idea potrebbe essere quella di installare dei totem che diano informazioni turistiche». Ed è sempre Patrizia a fare l’esempio di quello che è un evento ben organizzato da tutti i punti di vista. «Il Museo della Follia - dice - sta funzionando bene anche perché fanno bene la comunicazione. Noi commercianti siamo stati coinvolti: ci hanno portati a vederla. Il Ccn ha fatto un accordo con gli organizzatori della mostra: a tutti i clienti che vengono nel nostro bar e in altri locali della zona, diamo un coupon che va aggiunto allo scontrino. Mostrando entrambi all’ingresso del Museo della Follia si ha uno sconto di 2 euro sul biglietto. Finora, da quando è partita l’iniziativa, solo noi abbiamo consegnato 70-80 coupon».
Anche secondo Elena Abbatemaggio, insegnante nella scuola di italiano per stranieri “Koiné” di via dei Tabacchi il tema del turismo merita una riflessione molto seria. «Da dieci anni abito in città e ho assistito a un grande cambiamento - dice - vedo solo gruppi di turisti inebetiti che girano per le strade. Il centro storico sta diventando un luogo di divertimento per turisti e non è più a misura di residente. Avevo deciso di comprare casa ma non lo farò. I nostri studenti hanno scelto Lucca e non Pisa o Firenze perché è una città con una sua identità ben definita che però rischia di svanire in nome solo ed esclusivamente di un ritorno economico nel breve periodo». —
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