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«Qui persi cento posti auto in pochi anni» Il parcheggio nella zona ovest è un miraggio

Rossella Lucchesi
«Qui persi cento posti auto in pochi anni» Il parcheggio nella zona ovest è un miraggio

La protesta di residenti e commercianti: «Non bastano nemmeno gli stalli blu» e chiedono i primi 15 minuti di sosta gratis

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«Cento posti auto persi in un paio di anni e troppi cantieri aperti in una zona ormai abbandonata dalle istituzioni che stanno a guardare mentre il quartiere precipita nel degrado. Residenti e commercianti non ne possono più di questa situazione e qualcuno sta pensando di trasferirsi altrove». È sconcertata la signora Tina, titolare di foto Nadir Art in via Vittorio Emanuele che lamenta la trascuratezza di questa porzione del centro storico ma anche la carenza di servizi. A causa dei vari cantieri che negli ultimi anni hanno cambiato e stanno cambiando il volto della città, sono stati cancellati numerosi posti auto. «Trovare un parcheggio in certe ore del giorno, e anche della notte, è un’impresa - dice - spesso è impossibile. Mentre i residenti si avventurano alla ricerca di uno stallo giallo, chi viene da fuori spesso rinuncia e va via trovandosi costretto a scegliere altre zone in cui parcheggiare». Secondo la commerciante questa zona è «bistrattata e abbandonata - dice - la Cenerentola della città, dove purtroppo non si adoperano gli stessi pesi e le stesse misure in tutte le zone, penalizzando cittadini e commercianti che pagano ugualmente fior di tasse e avrebbero quindi diritto a vivere e lavorare più serenamente». A riguardo, fa notare anche che l’area in questione, sulle cartine turistiche non risulta tra quelle di interesse commerciale urbano, ma che le tariffe applicate agli esercenti sono le stesse di quelli di via San Paolino, dove il flusso è notevolmente maggiore. Impossibile chiedere anche il solo permesso di affiggere fuori dal negozio un espositore di pochi centimetri di spessore «la Soprintendenza non lo permette, perché dice che si tratta di edifici storici eppure basterebbe fare un giro in città e vedere cosa è permesso ad altri». La titolare di Nadir Art chiede inoltre che vengano rivisti i costi dei parcheggi blu «più cari che in altre zone della città» e che vengano concessi almeno i primi 15 minuti gratuiti come accade nelle zone commerciali che si trovano fuori dalle Mura. «La soluzione per risolvere tanti problemi - aggiunge - sarebbe realizzare un grande parcheggio per tutti all’interno della Manifattura e ripristinare quello alla ex caserma Lorenzini, magari da destinare ai residenti, liberando così alcune piazze che potrebbero essere abbellite con fiori e panchine». Ne sarebbe senz’altro felice anche Elena Abbatemaggio che vive in corso Garibaldi e da tempo ha rinunciato all’auto perché non riusciva quasi mai a trovare un posto. Insegnante nella scuola di italiano per stranieri, Abbatemaggio fa anche notare l’insufficienza di spazi per la sosta dei bus di linea a piazzale Verdi dove, soprattutto nelle ore di punta, «i mezzi devono parcheggiarsi anche in tripla fila perché gli stalli non bastano». «Chi, come me, vive fuori dalle Mura, spesso rinuncia a venire in questa zona perché non trova parcheggio né dentro né fuori porta Sant’Anna - dice Grazia Ricci - gli stalli blu sono un miraggio e il servizio pubblico è scadente» aggiunge la donna che, a malincuore, dichiara di avere rinunciato da tempo agli acquisti nei negozi della zona di cui era cliente da anni. «Una zona abbandonata dal mondo - commenta Giuliano Grida - con un traffico costante giorno e notte e la difficoltà per trovare parcheggio che scoraggia anche molti turisti che spesso si rigirano brontolando». Mariano Ficini del Punto Bici in via del Crocifisso segnala la sosta selvaggia e il viavai continuo di vetture e furgoni lungo la strada «che - aggiunge - mette in serio pericolo l’incolumità degli anziani della zona e anche di tanti bambini che noleggiano una bicicletta e sono in procinto di partire con i genitori». Torna sulla questione dei parcheggi, Marcello Pozzi della vicina tipografia il quale chiede anzitutto il motivo per cui è stato tolto l’unico posto per il carico e lo scarico della merce all’incrocio tra piazzale Verdi e via San Paolino, in prossimità della cabina telefonica. «Per liberare l’area davanti al centro accoglienza, è stato eliminato anche il parcheggio per i motorini in fondo alla piazza, senza curarsi di ripristinarlo in un luogo vicino, così come gli spazi per la sosta di 10 minuti» prosegue Pozzi, ricordando anche la difficoltà per i genitori che accompagnano i figli a scuola e all’asilo, di posteggiare l’auto nei dintorni e di essere quindi costretti a sostare, anche se per pochi minuti, davanti al punto accoglienza, dove la sosta è vietata. «Dopo questa rivoluzione - aggiunge - io stesso che risiedo fuori dalle Mura, per arrivare in orario al lavoro mi faccio accompagnare da mia moglie che riesco appena a salutare perché spesso non sa neppure dove fermarsi». —

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