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Striscioni contro il governatore Rossi Si organizza la protesta della Libellula per l’atteggiamento della Regione
BARGA. Nelle manifestazioni di protesta spagnole si agitano i “panuelos blancos”. Ai lenzuoli si affida anche il comitato La Libellula, ma cambiando colore, per l’iniziativa denominata “Rossi Basta”. In sostanza, gli aderenti all’associazione invitano la cittadinanza di Barga a esporre striscioni e lenzuola con la dicitura in rosso, per sottolineare le responsabilità politiche della Regione sulla vicenda pirogassificatore. Gli striscioni saranno disponibili e saranno in vendita nel gazebo che La Libellula allestirà per la grande fiera del Primo Maggio a Fornaci.
Gli attivisti del Comitato parlano di comportamento contraddittorio, partendo da due dichiarazioni diametralmente opposte fornite in tempi non sospetti dal governatore della Toscana relative al blocco del Consiglio di Stato sulla discarica di Case Passerini e la possibilità di realizzare il pirogassificatore in Kme: «Queste due dichiarazioni, all’apparenza inconciliabili tra di loro, sono state pronunciate dalla medesima persona ovvero Enrico Rossi, presidente della giunta regionale della Toscana, il famoso “ente preposto”, che dovrà decidere se rilasciare o meno l’autorizzazione per la realizzazione del gassificatore della Kme. Che cosa differenzi i due impianti citati non ci è dato sapere, se non, forse, il numero dei cittadini elettori delle due aree interessate, ovviamente enormemente superiore nella piana fiorentina rispetto alle poche decine di migliaia della Media Valle e Garfagnana. E quel progetto, mai tramontato, di fare del nostro territorio la pattumiera della Toscana, nonostante da noi si raggiungano record di raccolta differenziata nemmeno lontanamente avvicinati dall’area fiorentina».
Da qui, la mobilitazione, l’ennesima: «È sconcertante che dopo la consegna di novemila firme in Regione, tra cui quelle di 18 sindaci su 20 della Media Valle e Garfagnana, e la presentazione di diverse mozioni contrarie all’impianto da parte delle Unioni dei Comuni, della Provincia e perfino del Consiglio Regionale, organo del quale la giunta dovrebbe seguire obbligatoriamente gli atti di indirizzo, Rossi e i suoi assessori tirino dritto per la strada del procedimento autorizzativo, ignorando la volontà popolare e quella degli enti del territorio». Così la parola d’ordine diventa «un sonoro “Rossi basta”, perché i cittadini della Valle del Serchio non sono figli di un Dio minore, ai quali accollare un impianto che non si è voluto in casa propria». —
Nicola Bellanova
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