Italia
Rapina in banca Cinque minuti di terrore a Lunata Vicedirettore ferito
Dopo aver sfondato una finestra sul retro due banditi hanno potuto prendere il solo denaro in cassa: 5mila euro
CAPANNORI. Cinque minuti, e non è un modo di dire: è esattamente il tempo impiegato dai rapinatori che ieri pomeriggio hanno preso d’assalto la filiale di Lunata della Cassa di Risparmio di Volterra, in via della Madonnina. Cinque minuti, non uno di più, non uno di meno, come confermato dai sistemi di rilevamento interni alla banca: sono entrati alle 14.02, dopo e sono usciti alle 14.07.
Sono usciti da dove erano entrati, ossia una vetrata sul retro dell’edificio (la banca si trova al piano terra di un condominio), sfondata dopo che gli autori del colpo ne avevano forzato il telaio. Al momento del colpo la banca era chiusa per la pausa pranzo, ma all’interno si trovavano ancora alcuni dipendenti, che si sono visti piombare addosso due uomini. I banditi, dallo spiccato accento campano, indossavano degli abiti da lavoro (uno dei due aveva anche dei pantaloni con catarifrangenti caratteristici degli operai stradali) e con dei cappellini usati per celare il più possibile il volto. Uno aveva in mano una mazza, l’altro un bastone, strumenti usati per minacciare il personale che in quel momento si trovava nella banca e per farsi consegnare il denaro. E per “ribadire il concetto” i delinquenti hanno anche colpito con il bastone il vicedirettore a una mano.
«Vogliamo i soldi, vogliamo i soldi», continuavano a ripetere in modo ossessivo i banditi che, però, non avevano fatto i conti con i sistemi di sicurezza della banca. La cassaforte era a chiusura temporizzata, e non vengono mai tenute grosse somme a disposizione. In caso di prelievi più consistenti del solito, infatti, occorre seguire una procedura informatica che richiede diverso tempo, ed era proprio quello che i banditi mostravano di non avere. Così, impegnati anche in una lotta contro il cronometro, i due delinquenti hanno si sono fatti consegnare il denaro contenuto nelle casse, per una cifra che, secondo una prima valutazione, non arrivava a 5mila euro. Quindi, una volta preso il denaro, si sono dati alla fuga, passando dallo stesso punto dal quale erano entrati, dandosela a gambe. Forse verso un terzo complice che li attendeva in zona a bordo di un’auto.
Una volta fuggiti il personale ha dato l’allarme ai carabinieri, intervenuti in brevissimo tempo (proprio in quel momento una pattuglia si trovava in zona), ma dei delinquenti ormai non c’era più nessuna traccia. Dalla banca è partita anche una chiamata alla volta del 118 per prestare soccorso al vicedirettore dell’istituto, che per la ferita alla mano è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale San Luca. Il personale sanitario (sul posto sono intervenute l’ambulanza della Croce Verde di Porcari e l’automedica) ha dovuto prendersi cura anche di un’impiegata, in preda a un forte e comprensibile stato di choc.
«Il pensiero va innanzitutto ai nostri dipendenti – è il commento della direzione centrale dell’istituto – e confidiamo che l’opera delle forze dell’ordine possa portare a individuare i responsabili». Le indagini sono state affidate ai carabinieri della stazione di Capannori, coadiuvati dai militari del Norm, che hanno cercato testimonianze tra i vari esercizi commerciali dello stabile, oltre a vagliare le immagini degli impianti di videosorveglianza.
La filiale di Lunata era già stata “visitata” nel 2009. Allora i malviventi, sempre italiani, fuggirono con 70 mila euro. Dieci anni fa. Un’eternità per quanto riguarda l’evoluzione della sicurezza degli istituti di credito, sia per le tecnologie, sia sotto il profilo delle metodologie adottate. —
Nicola Nucci
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