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Crac della Cipriano, maxiasta fallimentare da Lucca alla Versilia

Crac della Cipriano, maxiasta fallimentare da Lucca alla Versilia

Entro il 20 maggio le offerte per una serie di lotti, fra i quali l’ex Esacolor lungo il viale Castracani

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lucca. C’è anche il complesso dell’ex Esacolor sul viale Castracani fra i tanti beni che saranno messi all’asta nell’ambito del concordato preventivo della Cipriano Costruzioni, per alcuni anni fra le imprese di costruzioni più importanti della provincia.

L’immobile, che si trova all’altezza della rotonda con viale Alighieri, può fare gola ad altri player dei settore, visto che esiste un progetto per realizzare un edificio alto sei piani: al momento, però, sono iniziati soltanto i lavori di demolizione e le altre opere risultano sospese. Il prezzo base fissato nell’avviso di vendita è di 420.000 euro.

Ma, come dicevamo, il concordato della Cipriano porta nelle stanze delle vendite giudiziarie numerosi lotti. In via dei Pasquinetti a San Pietro a Vico è in vendita una porzione di ampio fabbricato industriale per 388.500 euro. Nella stessa strada va all’asta un vecchio fabbricato ex rurale per un’offerta minima di 18.750 euro.

Altri cinque lotti in vendita sono quelli sulla via Pesciatina a Gragnano, in un complesso a uso commerciale e direzionale.

Nel dettaglio, c’è un fondo commerciale a 352.500 euro, un’unità a uso ufficio a 87.750 euro, un magazzino a 195.000 euro, un ripostiglio a 6.225 euro e un altro ripostiglio a 4.875 euro.

Altri lotti si trovano invece al di fuori di Lucca. Quattro uffici si trovano in un complesso direzionale ad Avenza, in provincia di Massa Carrara, con prezzi da 97.500 a 127.500 euro. Altri due uffici si trovano a Viareggio, nella zona del Cotone, con prezzi di 112.500 e 135.000 euro.

La crisi dell’azienda amministrata da Giuliano Giuliani, 53 anni, di Gragnano, ex presidente della Lucchese Calcio, iniziata nel 2013, si è tradotta sostanzialmente nella mancanza di liquidità, nel credito non erogato dalle banche e nella mancata riscossione di diversi crediti con enti pubblici e aziende private.

Il debito nel 2012 ammontava a 2 milioni (circa 30 milioni il passivo), ma gli ordinativi e gli appalti acquisiti e già sottoscritti uniti all’ampio patrimonio immobiliare posseduto sono una garanzia per la risoluzione della crisi. —

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