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Furti di energia elettrica Sono decine le denunce presentate ogni mese

Furti di energia elettrica Sono decine le denunce presentate ogni mese

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LUCCA. Da S. Alessio a Picciorana, da Capannori ad Altopascio, dalla Lucchesia alla Versilia. È ormai diventata una costante il furto di energia elettrica. E se prima i principali «nemici» dell’Enel erano gli extracomunitari - marocchini, albanesi, rumeni - che con sistemi ingegnosi, ma molto artigianali e facilmente individuabili, finivano per essere denunciati e processati per furto di corrente, negli ultimi tempi nel registro degli indagati sono finiti molti italiani: pensionati, operai, impiegati. L’ultima citazione diretta a giudizio riguarda un episodio della fine di gennaio quando nell’abitazione di un cinquantottenne residente nella periferia cittadina si è verificata la manomissione del circuito di misura e del circuito di controllo sul contatore dell’energia elettrica. Manomissione che ha impedito la misurazione della corrente sottraendo quasi 4000 chilowatt ore valutate dalla società Hera Comm srl circa 815 euro nel periodo che va dal 1 aprile 2017 al 10 dicembre 2018. Il proprietario dell’abitazione e intestatario del contatore si è dichiarato estraneo ai fatti. Ma il verificatore dell’azienda che fornisce l’energia elettrica - ormai sempre più spesso vengono inviati dall’Enel e da altre aziende private fornitrici di corrente nelle civili abitazioni - ha constatato la manomissione al contatore elettronico effettuata sul circuito di misura ampelometrico con shunt resistivo comandato da un circuito elettronico posato dentro il contatore. Un dispositivo, estraneo alla componentistica, che provoca - per il verificatore della Hera Comm srl - una mancata registrazione di energia elettrica e di potenza pari quasi al 60%. È stata accertata anche la manomissione del circuito di controllo «antitamper» mediante recinzione del conduttore interno. Tutti accorgimenti che necessitano di un tecnico esperto. Anche se oggi su internet si trova di tutto. —

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