Il Tirreno

Lucca

l’omicidio di montecatini 

Prostituta uccisa a coltellate Un lucchese fra i 10 indagati

Massimo Donati
Prostituta uccisa a coltellate Un lucchese fra i 10 indagati

Nuovi accertamenti sui segni di morsi sul corpo della vittima e sulle impronte  lasciate da un piede sporco di sangue: riaperta l’inchiesta dopo 11 anni dal delitto

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montecatini. Sulle braccia e sulle mani, mentre tentava disperatamente di difendersi. E poi sul collo, sul torace, sull’addome, sulle gambe. E anche alla schiena, mentre cercava di sfuggire al suo aggressore trascinandosi sul pavimento. Decine e decine di coltellate, di punta e di taglio. Sferrate in preda ad una cieca furia omicida. Nessuna delle quali però aveva raggiunto un organo vitale. Isabel Cristina Macarthy morì dissanguata, al termine di una straziante agonia.

Era il 19 aprile 2008 quando la 47enne prostituta di origini brasiliane venne massacrata nel suo appartamento di via Marconi, a Montecatini. A 11 anni esatti da quel tragico pomeriggio, il suo assassino non ha ancora un nome. Per ora. Sì perché la procura di Pistoia non ha alcuna intenzione di abbandonare sugli scaffali degli archivi il “cold case” di quella donna che appena tre settimane prima di essere assassinata aveva coronato il proprio sogno di diventare cittadina italiana.

I magistrati hanno deciso di riprendere in mano le indagini. Per tentare – grazie ai progressi compiuti dalla scienza anche in questo campo – di risalire a chi quel giorno aveva stretto in mano quel coltello per uccidere. Tecnicamente si chiamano “incidente probatorio” gli esami tecnici che degli esperti di analisi forensi dovranno eseguire dopo la richiesta avanzata al gip da parte del pm oggi titolare dell’inchiesta.

Oggetto delle nuove analisi, le tracce lasciate sul luogo del delitto dall’assassino. Ad iniziare dalle impronte di morsi trovate sul corpo della vittima, almeno due, sulle gambe. E poi le impronte di sangue, lasciate da un piede nudo (il destro) sul pavimento dell’appartamento, dalla camera da letto, dove fu trovato il cadavere, al bagno e al soggiorno. Le cui dimensioni hanno da sempre portato gli inquirenti a non escludere la pista dell’assassino donna. I tecnici forensi dovranno infine analizzare alcune tracce biologiche trovate sulla vittima, estraendone il Dna.

Per poi confrontare tutti i risultati con il dna e gli altri parametri fisici delle persone – sembra 10 – ancora iscritte nel registro degli indagati. Gli avvocati difensori delle quali hanno ricevuto nel pomeriggio di ieri l’avviso relativo all’incidente probatorio: una perizia, un atto irripetibile (come lo è, ad esempio, un’autopsia) in vista del quale gli indagati hanno la possibilità di nominare dei propri consulenti di parte.

Gli indagati sono per la maggior parte della Valdinievole, ma ce ne sono anche di Empoli, Prato e Lucca.

Nel corso dei primi mesi di indagini, portate avanti dalla Squadra mobile, erano stati circa duecento i sospettati sottoposti all’esame del Dna, soprattutto uomini, clienti, ma anche alcune donne, colleghe di lavoro o conoscenti della 47enne prostituta uccisa. —

Massimo Donati

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