Tre condanne per oltre 10 anni alla banda dell’acetilene
Il pm Antonio Mariotti riqualifica l’imputazione: da furto e resistenza a tentata rapina aggravata Stralciata la posizione di un imputato perchè la pena è ritenuta troppo bassa
Condanne per 10 anni e mezzo in abbreviato di fronte al gup Antonia Aracri per tre dei quattro componenti la banda dell’acetilene, tre rumeni e un albanese specializzati nel compiere reati predatori e pronti a colpire gli sportelli bancomat facendoli saltare con un mix di ossigeno e acetilene. Furti studiati nei minimi dettagli compiuti anche su commissione ai danni di attività commerciali di Lucca, Capannori e Versilia. Poi, il 22 giugno 2018, il tentativo di far saltare lo sportello del bancomat di Prunetta, nel comune di San Marcello Pistoiese, sventato dalla squadra Mobile e l’arresto dei quattro rumeni, due residenti a Lucca e altrettanti a Viareggio, dopo una rocambolesca fuga.
REATO MODIFICATO
Da tentato furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale a tentata rapina aggravata. Il pm d’udienza, Antonio Mariotti, riqualifica il reato commesso dai quattro imputati e l’impostazione viene condivisa dal giudice. Così in considerazione della scelta del rito abbreviato da parte del pool difensivo (avvocati Massimo Landi, Alessandro Baroni, Edoardo Piva, Leonardo Dianda e Marco Treggi) gli imputati usufruiscono di uno sconto di pena pari ad un terzo, ma con un’imputazione decisamente più grave.
Così il gup condanna a 4 anni e 4 mesi di reclusione Bogdan Popescu, 34 anni, residente nella periferia di Lucca; a 4 anni e 2 mesi Costantin Daniel Hosu, 37 anni, già finito in manette nel 2007 per un furto aggravato avvenuto in Liguria e a 2 annni, Bogdan Mariu Papadariu, 38 anni, domiciliato a Vireggio. Per quanto riguarda Costantin Emilian Cretu, 36 anni, albanese, l’unico incensurato del gruppo, è stata rigettata dal giudice l’istanza di patteggiamento a tre anni di reclusione giudicata troppo bassa. E così gli atti saranno trasmessi ad un nuovo gup che dovrà prendere una decisione.
I FATTI
La banda arrivava con diverse ore d’anticipo sul luogo dove avrebbe compiuto il colpo lasciando le auto anche a 5-6 chilometri di distanza. Si muoveva di notte e non usava cellulari per comunicare. La refurtiva, almeno inizialmente, veniva nascosta tra la vegetazione e recuperata il giorno successivo. Il primo colpo risale al 16 febbraio 2018: via una betoniera da un cantiere. Il 12 aprile dal tetto la gang s’introdusse in un negozio di telefonia a Massarosa, ma il colpo non andò a segno. Il 20 aprile toccò ad una ditta di assistenza caldaie, il 28 ad un bar di S. Alessio mentre l’ultimo furto il 16 maggio: 100 chili di caffé in un’azienda di torrefazione . La cattura di Cretu e Hosu sulla Pesciatina a Lunata con la Bmw bloccata dalle auto della polizia. Popescu viene rintracciato a casa dei suoceri. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google