Il Tirreno

Lucca

filcams cgil all’attacco 

Trasferiti senza preavviso Due ore di sciopero oggi a Mediaworld

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lucca.Una lettera di trasferimento dal punto vendita di Lucca al centro commerciale i Giglio di Prato. »Senza preavviso né una parola, ma soltanto attraverso la consegna della comunicazione e in totale assenza di un confronto sindacale preventivo, che abbia dato indicazioni su una situazione di criticità particolare del negozio di Lucca, che peraltro non ci risulta tra quelli indicati come insostenibili in alcuna delle comunicazioni formali tra le procedure aperte dall'azienda Mediamarket spa a livello nazionale, come invece è accaduto per tanti altri punti vendita». La Filcams Cgil sferra l’attacco e indice lo sciopero.

Il trasferimento senza preventiva comunicazione, non concordato, è arrivato all’indirizzo di tre dipendenti della sede lucchese di Mediaworld. «Dobbiamo constatare - aggiunge la Filcams - che le relazioni sindacali a tutti i livelli si sono rotte da tempo, dopo le chiusure di Grosseto e Milano Stazione Centrale e il trasferimento fisico della sede amministrativa, nonostante l'intervento di mediazione tra le parti posto dal Mise, tali vicende hanno portato a trasferimenti e licenziamenti del personale e ad altre iniziative unilaterali tra le quali la cancellazione del riconoscimento della maggiorazione domenicale scesa dal 90% al 30% minimo sindacale previsto dal contrattocollettivo nazionale di lavoro. E sul territorio i metodi sono gli stessi, assenza di confronto e provvedimenti presi senza tener conto delle esigenze dei lavoratori, che si sono rinuniti in assemblea al termine della quale è stata decisa la mobilitazione».

Lo sciopero è stato indetto per le ultime due ore del turno di oggi. «La decisione - sottolinea il sindacato - è stata presa non solo per solidarietà ai colleghi colpiti dal provvedimento, ma anche per dare un segnale chiaro all'azienda che i lavoratori sono stufi di accettare interventi unilaterali che ricadono così negativamente sulla pelle delle persone e delle loro famiglie, perchè quando trasferisci un lavoratore part time definitivamente ad oltre 60 chilometri (120 fra andata e ritorno) a parità di stipendio e senza rimborso spese per il viaggio e per il tempo impiegato, in realtà stai mascherando un licenziamento». —

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