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Cipollini colleziona il terzo rinvio a giudizio
Sarà processato il 23 maggio davanti al tribunale di Verona per la calunnia ai danni del suo padre putativo Ivano Fanini
LUCCA. Un tempo Mario Cipollini collezionava tre vittorie alla Vuelta di Spagna. Oggi il Re Leone del ciclismo mondiale colleziona nel giro di pochi mesi tre rinvi a giudizio per altrettante vicende che coinvolgono persone a lui care: la sorella Tiziana, l’ex moglie Sabrina Landucci e adesso, ultimo ma non meno importante, il suo mentore Ivano Fanini. Nel luglio dello scorso anno Fanini - che ha scoperto e allevato l’ex campione iridato - aveva battuto il re degli sprinter non sui pedali, ma in una volata nelle aule di tribunale. Cipollini infatti aveva denunciato il suo mentore con la grave accusa di tentata estorsione. Il motivo? Fanini rivendicava una somma di 50mila euro come da sentenza del tribunale di Lucca emessa nel 2009. E il patron di «Amore & Vita» aveva cercato più volte, prima in maniera bonaria e poi giudiziaria, di recuperare il credito arrivando sino ad un pignoramento presso terzi non andato a buon fine nel marzo 2017. E proprio in quel mese a Verona, Fanini aveva minacciato a parole Cipollini di rivelare vicende legate all’uso del doping. Da lì la denuncia dell’asso del pedale alla polizia giudiziaria della procura veronese per il reato di tentata estorsione. Ma lo stesso pubblico ministero ritenne insussistenti le accuse. Non c’era la minaccia visto che non si poteva considerare un danno ingiusto quello derivante dalla divulgazione di vicende di doping che vedono coinvolto Re Leone, ma che erano già state pubblicate sulla Gazzetta dello Sport nel febbraio 2013. E non c’era l’ingiusto profitto con danno altrui. Perché la vicenda s’inseriva a seguito del mancato rispetto di un contratto che imponeva al velocista di correre l’ultimo anno della carriera con la maglia di Amore & Vita. Così L’archiviazione del giudice delle indagini preliminari di Verona, sulla base della richiesta del pm, dell’indagato Ivano Fanini, assistito dall’avvocato Fiorenzo Alessi del foro di Rimini, è stata determinante per la formulazione del capo d’imputazione nei confronti del querelante Mario Cipollini. In pratica le parti si sono rovesciate: l’accusato è diventato accusatore. E per Re Leone il pubblico ministero Maria Beatrice Zanotti ha chiesto il rinvio a giudizio per il cinquantaduenne ex campione del mondo di ciclismo con l’accusa di calunnia. E ieri mattina il gup di Verona ha rinviato a giudizio Cipollini, ieri assente in aula e assistito al suo legale storico Giuseppe Napoleone, con Fanini che si è costituito parte civile. Il processo è stato fissato in tribunale a Verona il 23 maggio prossimo. —
L.T.
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