Spento l’incendio a Lugliano Ora è caccia al piromane
Il fuoco ha attraversato una superficie di circa 200 ettari di foreste A fuoco anche una radura a Pescaglia e un solaio a Castelnuovo
Immaginate 280 campi di calcio e metteteli uno accanto all’altro. Riempiteli di alberi, animali, fiori e di tutto quel trovate in un bosco. Adesso però immaginate di prendere un fiammifero e distruggere col fuoco tutto questo. Orribile vero? Eppure è esattamente quanto è successo sui monti di Bagni di Lucca, tra Lugliano e Benabbio, negli ultimi tre giorni, da quando, sabato sera, qualcuno ha intenzionalmente acceso il fuoco, anzi, i fuochi, che hanno devastato la valle. Sul dolo ormai non ci sono dubbi, visto che sono stati trovati almeno tre punti di partenza per l’incendio che solo ieri, e a gran fatica, è stato riportato sotto controllo. Prima è stato spento il fronte verso Benabbio, poi gli elicotteri, i Canadair e le squadre a terra hanno avuto ragione anche del più vasto fronte a Lugliano. Ma il lavoro non è certo finito, adesso è il momento della bonifica, che, a meno di una mano dal cielo sotto forma di pioggia, durerà a lungo. Questo per evitare che braci nascoste sotto la cenere possano dare il via a nuovi incendi: «Sono rimasti solo dei piccoli focolai – spiega Emilio Volpi dell’Unione Comuni della Mediavalle – sui quali sta intervenendo l’elicottero della Regione, che proseguirà la sua opera fino a stasera (ieri per chi legge, ndr), fino a quando non calerà il buio. Stanotte continuerà l’attività di sorveglianza e domani mattina, sempre che nel frattempo non inizi a piovere, ripartiremo con la bonifica».
Insomma, situazione sotto controllo, finalmente, con l’ultimo Canadair che ha lasciato i cieli di Bagni attorno alle 13 di ieri. A fiamme spente è tempo di fare un bilancio, ed è impietoso: «Abbiamo sorvolato la zona e, con il geolocalizzatore valutiamo in circa 200 ettari l’area attraversata dal fuoco». Duecento ettari, appunto più di 280 campi di calcio. In questo scenario da tregenda c’è però una piccola consolazione: il fuoco più che distruggere ha “attraversato” i boschi, distruggendo soprattutto il sottobosco, ma, per quanto “feriti”, la maggior parte dei castagni e abeti sono destinati a sopravvivere al gesto del misterioso criminale che ha appicato il fuoco. La speranza è che le indagini riescano a dargli un nome.
Nemmeno il tempo di tirare il fiato che le squadre dell’Unione dei Comuni della Mediavalle e quella dell’Alta Versilia sono dovuti intervenire a Pescaglia, per un incendio che ha colpito il Monte Piglione. Sul posto anche due elicotteri. Un grosso incendio, spento nel pomeriggio, ma che ha destato una preoccupazione limitata. In questo caso infatti il fuoco non ha interessato superfici boschive, ma solo delle radure. E, anche se la causa è ancora tutta da accertare, vista dinamica e luogo, appare più probabile un’origine colposa (magari un rogo sfuggito al controllo) rispetto a quella del piromane. «Le squadre e gli elicotteri – spiega il sindaco di Pescaglia Andrea Bonfanti, che ha seguito da vicino quanto stava accadendo – stanno svolgendo soprattutto un’opera preventiva, impedendo al fuoco di raggiungere i boschi».
Un altro incendio, ma di diversa natura, ha invece costretto i vigili del fuoco del distaccamento di Castelnuovo a un intervento, alle 4 della scorsa notte in località “la Macchia”, dove a bruciare era un un solaio di copertura in legno. Il completo spegnimento è avvenuto solo dopo aver rimosso la copertura in laterizio e le parti in legno interessate dall'incendio. L’intervento si è concluso alle 6 di ieri.
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