Don Nando ai relatori del congresso «Il mondo a colori è molto più bello»
Il parroco critica il convegno di Verona: «Solo una strumentalizzazione politica della famiglia»
Indica l’arcobaleno don Nando Ottaviani. Lo fa con convinzione, col sorriso sulle labbra convinto che Verona, città che da oggi per tre giorni ospiterà il Congresso mondiale della Famiglia, abbia davvero bisogno di colore. E di coerenza. Parroco da 18 anni a Coreglia Antelminelli, don Nando si è sempre schierato a favore dei diritti degli omosessuali ma anche della loro libertà di creare una famiglia con l’unione civile, dicendosi pure disposto a battezzare i figli nati da coppie dello stesso sesso grazie a tecniche vietate in Italia, come la maternità surrogata. Ma don Nando è anche un parroco molto social, che sa parlare alla pancia della gente: su Facebook è una specie di icona, con oltre 4 mila follower. Ed è proprio dai suoi post più recenti - tra i quali uno corredato dalla foto del libro che descrive il rito dell’esorcismo e da lui commentato con la frase sono pronto per andare a Verona» - che è partita la sua nuova battaglia: #coloraverona. «Il mondo è bello perché è rappresentato e arricchito da tutti i colori della terra ogni colore ha una sua storia da raccontare e un dono da offrire. E tutti insieme formano l’arcobaleno della bellezza e della vita», il messaggio da lanciare ai relatori del congresso al quale la chiesa cattolica ha concesso un appoggio ma dal quale ha preso anche le distanze. Soprattutto sul metodo, stando a quanto è stato detto dal cardinale Pietro Parolin. Un congresso che ha diviso la maggioranza di governo tanto che palazzo Chigi ha precisato che si tratta di un evento organizzato dal ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana. «In questo convegno percepisco la strumentalizzazione della famiglia - spiega don Nando - vedendo chi sono i relatori non mi pare che siamo di fronte a persone che possono salvaguardare la cosiddetta famiglia tradizionale composta da padre, madre e figli. Fra loro c’è anche chi vuole la condanna a morte degli omosessuali, persone che mettono in discussione l’unione civile, che è una questione che riguarda lo Stato e non la Chiesa. Perché ci deve essere questa avversità? Chi sono io per dire che due persone dello stesso sesso che si amano non sono una famiglia? E poi. Che voce in capitolo hanno coloro i quali non sono in grado di difendere la loro di famiglia?». Il riferimento è ad alcuni relatori che hanno avuto figli fuori dal matrimonio: è il caso di Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia e di Matteo Salvini che ha avuto due figli da due donne diverse. Ma anche del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, separato. La paura di don Nando infatti, è che il congresso sia solo un espediente politico. «La famiglia va salvaguardata, è giusto - dice don Nando - Ma se io ho di fronte due persone dello stesso sesso che si amano che gli devo dire? Il problema è che si vuole insinuare la paura dell’altro, del diverso. Vivono nel timore che il mondo gay voglia cancellare la famiglia ma non è vero. L’amore tra uomo è donna è naturale quanto lo è tra persone dello stesso sesso. Questa è solo una guerra con il diverso». —
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