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il caso 

Conte of Florence, respinto il ricorso del campione di rugby

Luca Tronchetti
Conte of Florence, respinto il ricorso del campione di rugby

L’ex nazionale sudafricano Roux voleva annullare il fallimento dell’azienda. Confermato che non c’era la possibilità di soddisfare i creditori con il concordato 

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La prima sezione civile della Corte d'Appello di Firenze non solo rigetta il ricorso avverso alla sentenza dichiarativa di fallimento del tribunale di Lucca sulla Conte of Florence Distribution spa promosso dal legale rappresentante, l'ex campione sudafricano di rugby Johannes Petrus Roux.

Ma i giudici fiorentini condannano la Conte of Florence Distribution spa e l'ex giocatore al pagamento delle spese in favore della curatela che ammonta a 9.500 euro e soprattutto nella sentenza ritengono che l'impugnazione sia infondata al punto tale che sussistano i presupposti per ritenere che vi sia stata colpa grave del legale rappresentante nel proporre il ricorso in Appello sia per l'insussistenza delle ragioni fondanti sia per la contrarietà dei dati forniti con quelli accertati.

Così la Corte, respingendo integralmente il ricorso in considerazione della sua inammissibilità, ritiene che la parte proponente debba versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quanto dovuto per la stessa impugnazione.

Un motivo in più per ritenere inattaccabile la sentenza della declaratoria fallimentare del tribunale di Lucca emessa il 30 giugno 2018 in cui si dichiarava inammissibile la proposta di concordato preventivo avanzata dalla società. Perché l'estinzione dei debiti societari con continuità aziendale era incompleta, insufficiente e non veritiera oltre che priva di adeguata indicazione delle ragioni per le quali la Cof, pur senza neppure disporre del marchio, potesse assolvere agli obblighi assunti e con l'attestatore del piano industriale, la Ernest Young (di provenienza aziendale), che non attestava una puntuale analisi dei costi e dei rischi della continuità aziendale dimostrando che essa potesse dare vantaggi alla massa dei creditori rispetto all'alternativa fallimentare con lo spettro dell'aggravamento del dissesto e il maggior danno nei confronti dei creditori.

Un concordato che prevedeva l'estinzione dei debiti (17,6 in chirografo e 3,4 in privilegio) in quattro anni con integrale pagamento dei creditori privilegiati soltanto all'esito del quadriennio e con una serie di condizioni quasi impossibili da realizzare.

La valutazione del tribunale circa l'inettitudine del piano concordatario era suffragata dall'analisi delle pregresse vicende economiche della Cof, società che nel 2012 era stata costituita per l'affitto d'azienda della Conte of Florence Sportwear in liquidazione che poi era fallita e dal cui fallimento la Cof aveva comprato, al prezzo di 6 milioni, l'azienda e la proprietà del marchio Conte of Florence ceduto nel marzo 2015 alla società bulgara Pentacompany da essa controllata con il patto di utilizzo gratuito solo per il mercato italiano.

Fondamentale per la decisione della Corte d'Appello la costituzione della curatela fallimentare - rappresentata dal dottor Riccardo della Santina e difesa dagli avvocati Francesco Guastapaglia e Federico Ungaretti Dell'Immagine - che ha chiesto e ottenuto il rigetto completo del reclamo della Conte of Florence Distribution spa.

Per i giudici civili di Corte d'Appello i colleghi del tribunale hanno ragionato così: approvare il piano concordatario sarebbe come sottoporre al comitato dei creditori un piano astrattamente fallace nei dati e conoscitivi e inattuabile economicamente per cui non si discuterebbe se approvare o meno un concordato che prospetti un'ipotesi di realizzo dei crediti in una modalità possibile, ma si finirebbe per portare all'attenzione dei creditori un piano inidoneo sotto i profili giuridici ed economici con la conseguenza che il tribunale non avrebbe assolto alla sua funzione pubblica di presidio che la legge riconosce a tutela dei creditori.

Sul piano penale il sostituto procuratore Aldo Ingangi ha quasi concluso l'indagine per il colossale tentativo di truffa milionaria ai danni della Conte of Florence Distribution spa. Nei guai sono finiti Antonino Pane, 64 anni, di Sorrento, Johannes Petrus Roux, 50 anni, mediano di mischia sudafricano che nel 1995 vinse con la nazionale i mondiali di rugby, Giuseppe Santo Gattuso, 44 anni, di Reggio Calabria e Calogero Zarcaro, 60 anni, nato a Vercelli, entrambi indagati assieme a Pane con la contestazione del reato di ricettazione. —


 

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