Il giorno del papà di Alan Ford Le mille storie di Max Bunker
Presentata la biografia dell’autore che in un lungo incontro con il pubblico ha raccontato una carriera, ma anche come è cambiata (ma non troppo) l’Italia
LUCCA. Per gli amanti del fumento e per i ricchi di spirito quella che si è chiusa ieri al Polo Fiere è stata una grande edizione di Collezionando. La seconda giornata magari non è stata premiata dall’affluenza (la giornata molto calda ha favorito le gite fuori porta, soprattutto verso il mare, come dimostrato dal traffico sulla vicina A11), cosa che ha un valore relativo per una rassegna che punta sul concetto di “qualità” piuttosto che su quello di “quantità” (e, comunque, le 3.500 presenze finali non son certo bruscolini).
L’ultima giornata ha avuto soprattutto in Max Bunker, alias Luciano Secchi, il suo protagonista principale. In un lungo incontro con il pubblico il papà di Alan Ford, ma anche di Satanik, Kriminal e tanti altri personaggi, ha ripercorso molti momenti della sua carriera. Una carriera lunghissima, visto che quest’anno Bunker taglia il traguardo degli 80 anni, e che il suo personaggio più celebre (Alan Ford appunto) in questo 2019 festeggia il mezzo secolo raggiungendo il numero 600. E tutte le 600 storie del personaggio (probabilmente è un record mondiale) sono state scritte dallo stesso autore. Bunker appunto.
Intervistato da Moreno Burattini (autore della biografia di Bunker “Una vita da Numero Uno”, presentata in anteprima proprio a Collezionando), l’autore ha raccontato molto di sé, delle storie e degli aneddoti che lo hanno visto protagonista nella sua carriera. Dalle cause che ha dovuto affrontare “per colpa” delle sue storie, malviste dall’Italia bacchettona degli anni Sessanta («Tredici processi, li ho vinti tutti, ma gli avvocati comunque costano») ai tentativi di imbrigliare la sua fantasia in lunghi decaloghi censori; dalla genesi dei suoi personaggi e delle sue storie (non c’è niente di programmato, «mi vengono così, spontaneamente») alla grande capacità dei suo testi di attraversare il tempo. L’esempio citato è quello di Maxmagnus, personaggio nato negli anni Sessanta, ma «la cui storia è perfettamente attuale».
Maxmagnus ha permesso di ricordare anche un altro nome celebre tra gli amanti del fumetto e di collegarsi a mille altre storie: il nome è quello di “Eureka”, rivista dove debuttò il personaggio e che a lungo fu diretta dallo stesso Max Bunker. Ma quella rivista è importante per la storia dei “disegni parlanti” anche perché lanciò strisce celebri (come le Sturmtruppen di Bonvi, fino a quel momento pressoché sconosciute) e per aver portato al pubblico italiano storie e personaggi da oltreoceano. Tra questi molti personaggi Marvel. Ed eccolo lì un altro incrocio della storia che comprende Bunker, Lucca e Stan Lee (ossia Marvel). Bunker ha ricordato la sua grande amicizia con Stan Lee, di cui è stato più volte ospite negli Usa, e quel lungo colloquio, sulle Mura, al centro anche di un filmato, avvenuto nel 1974, in occasione di Lucca Comics. E a proposito di quella visita Bunker ha rivelato un aneddoto: «In quell’occasione avrebbe dovuto ricevere un premio, ma all’ultimo minuto, quando Lee era già arrivato a Lucca, fu deciso invece di darlo alla Disney. Fu una mancanza di rispetto, ma Stan Lee la prese con sportività. Non così sua moglie però, che si offese moltissimo per quel gesto».
E questa era solo una delle tante storie con cui Bunker ha intrattenuto il pubblico per oltre un’ora, prima del rito del calco, con l’artista che ha lasciato le impronte delle sue mani (come fatto anche da Emanuele Taglietti in questo Collezionando) ad arricchire la sempre più preziosa raccolta di Lucca Crea dedicata alla nona arte. —
Luigi Spinosi
Altro servizio a pag. 21
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