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Il Comune di Barga annuncia il referendum sul pirogassificatore
BARGA. La bomba, inattesa, è esplosa in consiglio al momento delle comunicazioni di sindaco e giunta: l’amministrazione vuole indire un referendum popolare a Barga sul sì o no al progetto pirogassificatore di Kme.
«Probabilmente – dice il sindaco Marco Bonini – non riusciremo a concludere tutto l’iter burocratico in questa amministrazione, ma visto che anche l’iter tecnico sarà ancora lungo e che ci vorrà tempo per la discussione delle varie osservazioni, vogliamo lasciare una traccia di quello che è il nostro intendimento. Vogliamo che alla fine sia la popolazione a dire che cosa ne pensa di questo progetto con una votazione ufficiale. Da domani cominceremo l’iter burocratico per arrivare al referendum. Sono state raccolte 9mila firme che sono un segnale chiaro. Ma un referendum consultivo sarebbe un’ulteriore impronta per far capire cosa vuole la gente. A oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta né dai ministeri interpellati, né dal governatore della Regione Rossi sulla convocazione di un tavolo tecnico istituzionale per trovare soluzioni alternative. A questo punto crediamo quindi che tutti i cittadini abbiamo il diritto di esprimersi su una questione che riguarda tutti e che il parere che verrà fuori dal referendum debba essere ascoltato da chi è chiamato a decidere sul pirogassificatore».
Il consigliere di minoranza Luca Mastronaldi, che un anno fa propose al consiglio di indire una consultazione, preferirebbe allargare i confini: «È una decisione che interessa tutta la Valle, quindi siano coinvolti anche tutti i Comuni e le Unioni dei Comuni di Mediavalle e Garfagnana».
Il comitato La Libellula intanto interviene sul progetto, basandosi sulle conclusioni Arpat: «La documentazione che il proponente individua per il procedimento di Via postuma risulta carente e incompleta per rappresentare gli impatti associati all’impianto esistente. In poche parole non si conoscono neppure i reali impatti ambientali del sito attuale, figuriamoci come si possa parlare di miglioramento partendo da queste basi. E l’attività storica ha causato effetti negativi sulla qualità delle acque sotterranee. È necessario che il proponente effettui una valutazione del livello di contaminazione presente nelle acque sotterranee e nel suolo dell’area Kme nel suo complesso, per proporre interventi di mitigazione». —
Nicola Bellanova
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