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Il conoscente polacco «Ero con lui il 9 marzo 150 euro per la verità»
PONSACCO. «Ero con Cipolletti quella notte. 150 euro via Paypal e io racconterò i fatti». 150 euro per raccontare la morte di un amico.
È questa la cruda offerta che uno dei ragazzi presenti nell’appartamento di Varsavia il 9 marzo scorso, quando Salvatore Cipolletti è caduto dal terrazzo del settimo piano perdendo la vita, propone online a Il Tirreno. Dalla nostra redazione era stato contattato per avere una sua dichiarazione riguardo alla misteriosa morte del 24enne ponsacchino. E lui risponde vendendo la sua verità a 150 euro. Una proposta da sciacallo che, naturalmente, Il Tirreno non ha accettato. Incalzato da alcune domande, però, il giovane, che non risiede in Italia, ha comunque rilasciato alcune dichiarazioni su ciò che è accaduto la sera del 9 marzo nell’appartamento di Varsavia.
«Se avessimo ucciso Salvatore saremmo in prigione adesso. Chi dice che siamo stati noi lo fa perché non ha informazioni». Poi aggiunge: «È doloroso per me parlare di queste cose. Tutto quello che posso dire è che la polizia ci ha trattenuto 12 ore per ascoltarci dopo il fatto, e non ha trovato nulla che potesse far pensare che l’avessimo aiutato a morire». —
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