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Lucca

Più di mille in piazza per l’ambiente insieme al vescovo «E non ci fermiamo qui»

Nicola Nucci Altri servizi alle pag. 4-5
Più di mille in piazza per l’ambiente insieme al vescovo «E non ci fermiamo qui»

Successo per il “Friday for Future” con un doppio corteo in centro Gli organizzatori: abbiamo già previsto altre tre date 

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la manifestazione

«Ci avete rotto i polmoni». Uno slogan che non ha bisogno di interpretazioni, uno dei tanti che campeggiavano su cartelli e striscioni ideati dai tanti giovani per le vie del centro storico per smuovere le coscienze sul tema dei cambiamenti climatici e per un mondo più pulito e sicuro. Almeno un migliaio, ma forse anche di più, si sono date appuntamento in piazzale Verdi per poi muoversi in direzione di piazza Napoleone e in piazza San Michele, con striscioni slogan per la salvaguardia del pianeta. Un corteo festoso e colorato, fatto di uomini e donne di ogni età, anche tanti bambini, uniti da un filo verde, dalla speranza di un mondo migliore dove non si deve più morire di aria malata e smog respirato dai nostri polmoni. Dietro a quei volti giovani e alle faccie pulite, c’è anche la paura e la presa di coscienza che la strada è lunga, ma dalla difesa della natura e dell'ambiente passa il nostro futuro.

Anche Lucca ha fatto la sua parte, come in 150 Paesi, per il Fridays for Future, rilanciando l'appello ai governi della quindicenne svedese Greta Thunberg che è già un'icona. Presenti le organizzazioni e i comitati ambientalisti, numerosi esponenti del mondo politico locale e il vescovo Italo Castellani. Ma nessun simbolo politico per una manifestazione nata dal basso, dagli studenti. Tutti uniti per chiedere misure concrete contro i cambiamenti climatici. Decine di cartelli con richiami e slogan per sensibilizzare i potenti del pianeta. Un fiume colorato di ragazzi che urlano la loro voce con messaggi anche in inglese perché il problema è universale.

“Non bruciamo il nostro futuro” si legge su uno striscione che vuole sensibilizzare su tanti temi, dalleemmisioni di anidride carbonica in atmosfera all’abbattimento delle foreste, dalle microplastiche che invadono gli oceani agli inceneritori. Ma c'è chi solleva tematiche più locali come le polveri sottili, con il triste record della Piana di Lucca. Alla manifestazione erano attese circa 500-600 persone, ma la risposta è stata superiore alle più aspettative.

«Siamo molto soddisfatti, siamo andati oltre le previsioni, c’è stata una grande risposta - racconta Livio Menicucci, lucchese, studente universitario a Pisa che insieme ad altri tre amici di scienze naturali è tra gli organizzatori che hanno dato vita al movimento Earth Strike Lucca -. Nel pomeriggio di venerdì un altro corteo dalle 17 si è snodato da piazza del Giglio per consentire di partecipare anche ai lavoratori. «Possiamo fare tanto anche a Lucca, ad esempio per migliorare la qualità dell’aria e la raccolta differenziata» dicono Giorgio De Girolamo e Pietro Minutelli, giovani studenti che hanno sostenuto questa iniziativa. Una delegazione di Earth Strike Lucca nel pomeriggio è stata ricevuta in consiglio comunale. «Abbiamo già altre date, il 27 aprile, il 1 agosto e il 27 settembre - dice Menicucci - vogliamo allargare il movimento». Perché, come era scritto su un cartello durante la manifestazione, «non c'è un pianeta B». —

Nicola Nucci

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