Adesivi e scritte sul cartello stradale intitolato a Erno Erbstein
Ebreo, fu l'allenatore della Lucchese e del Grande Torino. Il sindaco Tambellini parla di «estrema destra strisciante»
LUCCA. Imbrattata la targa stradale intitolara ad Erno Erbstein, il famoso allenatore della Lucchese e del Grande Torino, perseguitato durante il fascismo dalle leggi razziali perché di religione ebraica.
[[atex:gelocal:il-tirreno:lucca:cronaca:1.30105699:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/lucca-imbrattata-la-targa-stradale-intitolata-a-erno-erbstein/117920/119519]]
Adesivi come se ne trovano spesso attaccati in diverse zone della città, una sigla scritta con un pennarello e la traccia lasciata da una bomboletta spray. Un qualcosa che sarebbe classificabile come banale inciviltà se non fosse per il punto oggetto di quelle attenzioni. Sì perché gli adesivi, che sono quelli del gruppo ultrà rossonero "La Meglio Gioventù", la scritta e tutto il resto hanno imbrattato un cartello della toponomastica stradale. E non un cartello qualsiasi, ma quello dedicato a Erno Erbstein, storico allenatore della Lucchese e del grande Torino, squadra con la quale perse la vita nella strage di Superga, costretto - in quanto ebreo - ad allontanarsi da Lucca a causa delle leggi razziali.
Insomma, un vandalismo che pare avere una matrice politica. Di questo è convinto il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, che ha segnalato il caso con un duro post sulla sua pagina Fb: «Estrema destra strisciante, gente che inneggia al duce e al fascismo e che occupa una parte della curva della Lucchese, senza però conoscere la storia gloriosa della squadra per cui tifano. Erbstein, oltre a rappresentare uno dei migliori testimoni di quella scuola ungherese del calcio che ha portato innovazione e avanguardia, è l’allenatore che ha condotto la Lucchese ai massimi livelli, diventando in quegli anni la squadra più forte d’Italia. Amava Lucca, Erbstein. Così come la ama la figlia, Susanna.Furono costretti a lasciare la città e l’Italia a causa delle leggi razziali, passare tutto il peggio possibile a causa del fascismo e del nazismo, per poi tornare e rinascere, più forti e orgogliosi. Più forti e orgogliosi della vigliaccheria, dell’ignoranza, dell’odio. Più forti e orgogliosi di una bomboletta spray o degli adesivi che vorrebbero cancellare il loro nome».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
