Paura e degrado, l’ex pastificio Mennucci incrina la tranquillità di Ponte a Moriano
Nell’ex fabbrica di notte succede di tutto: spaccio di droga e altre attività poco edificanti. E i residenti non si sentono sicuri
LUCCA. Enorme, fatiscente, degradata. L’ex pastificio Mennucci, sulla via Lodovica, incombe su Ponte a Moriano come un grosso scheletro di cui non si è riusciti a liberarsi. Ma di notte quell’involucro di lamiere, vetri rotti e muri scrostati si trasforma in una casa della paura, popolandosi di presenze poco edificanti. . Un “Caffè Tirreno” al bar Cendora di Ponte a Moriano, locale pieno di storia gestito da Caterina Biagini, non poteva che partire da questo catalizzatore di timori e inquietudini dei residenti, un monumento all’inquinamento estetico di un’area che invece saprebbe offrire ben altri scorci. Per questo sicurezza e degrado sono i temi preponderanti dell’incontro con i lettori: «Dal vecchio pastificio cade di tutto – spiega Ilaria Toschi –: vetri, calcinacci e persino le coperture in eternit che col vento volano via. Nel 2012 chiamai i pompieri: transennarono l’area circostante, ma dopo un po’ le transenne sparirono e i vigili con loro. Il motivo? L’area è privata e non possono fare di più. Il problema è che porte e finestre non sono sigillate e di notte c’è un bel via vai: chi lo usa come rifugio per passare la notte e chi per fare ben altre cose. Nella parte più buia sono state trovate delle siringhe. Tempo fa uno di questi individui ruppe un tubo dell’acqua e costrinse Geal a intervenire».
L’argomento sta a cuore anche a Ketty Chiellini, che abita a poche decine di metri dal “mostro”: «Lavoro di notte e spesso mi capita di rientrare verso le 3 e di parcheggiare l’auto a fianco dell’ex pastificio. Non so dirle cosa accada all’interno perché io cerco di non voltarmi e tiro dritto verso casa. Ma qualcosa di sicuro accade. Basti pensare che le finestre che di giorno sono aperte, di notte sono ben chiuse».
Lo spaccio di droga è uno dei problemi: i residenti non ne parlano volentieri ma qualcuno ci spiega che individuare i luoghi dello smercio è semplice anche per chi viene da fuori. C’è un segnale ben preciso: un paio di scarpe appese a una rete, a un filo della corrente o a una finestra. Si spaccia e ci si buca oltre che all’ex pastificio anche nella zona del ponticello della Mulerna, in direzione Mastiano, dove sono state trovate delle siringhe. E poi nei boschetti e a Sesto, vicino al campo sportivo. «Purtroppo – spiegano in molti – di pattuglie se ne vedono poche».
Così capita che anche i topi d’appartamento si diano da fare: «A dicembre abbiamo subito un furto in casa – raccontano Fabio Lazzeri e Loretta Di Ricco, residenti a Mastiano – Eravamo fuori e quando siamo tornati abbiamo l’abitazione svuotata e messa sottosopra. Non è una rarità: in questa zona molte case sono state visitate dai ladri». Anche Toschi ha subito un furto: «Avevano da poco tolto l’illuminazione pubblica nella strada che porta alla mia abitazione e i ladri ne hanno approfittato». Quello della scarsa illuminazione è un problema segnalato anche da Lilia Bertolacci: «All’inizio di via Balestrieri non c’è un lampione – dice – La zona industriale è illuminata a giorno mentre quella residenziale è al buio: è normale? L’abbiamo fatto presente in Comune, ma non è successo niente. Di sera, quando porto fuori il cane, non mi sento sicura». —
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